La Lazio di Sarri non vince, non convince e soprattutto non ritrova se stessa. Lo 0-0 di Lecce è l’ennesima fotografia sbiadita di una stagione che scivola via tra occasioni mancate, nervosismo e una sensazione costante di incompiutezza. Il pareggio del Via del Mare evita un nuovo tracollo dopo il pesantissimo 3-0 contro il Como, ma non basta a guarire una squadra che appare svuotata, fragile, lontana dalla propria identità.

In campo ci pensano Provedel e una traversa a tenere in piedi il risultato, ma il problema va ben oltre i novanta minuti. Attorno alla Lazio si è ormai creato un clima carico di sospetti, malumori e divisioni: tifosi sempre più duri contro la società, la società costretta a difendersi, e un allenatore, Maurizio Sarri, che resta ufficialmente al centro del progetto ma appare ogni giorno più isolato.

Il caso Romagnoli, in campo nonostante l’addio ormai annunciato, è solo l’ultimo simbolo di una gestione che sembra procedere per strappi. Le parole di Sarri prima della gara (quando definisce il difensore “irrinunciabile”) evidenziano ancora una volta la distanza tra le esigenze tecniche dell’allenatore e le strategie societarie. A rendere il tutto ancora più esplosivo, il video virale con la telefonata del presidente Lotito, le frasi attribuite al numero uno biancoceleste sul rapporto tra squadra e allenatore, la successiva smentita ufficiale e una tifoseria che fatica a credere alle rassicurazioni.

In diretta su Radio Radio – Lo Sport, Franco Melli ha sintetizzato il suo giudizio sulla gestione Sarri:

“Sarri è un cavallo di Troia che ha introdotto vento, bufere e quant’altro nello spogliatoio, nell’ambiente, nella gente. Oggi per la Lazio non è un valore aggiunto, è un valore da sottrarre”.

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