Il 15 febbraio 2012, nella cappella del Pontificio Seminario Romano Maggiore, l’allora Papa Benedetto XVI tenne una lectio divina in occasione della Festa della Madonna della Fiducia. Una lezione forse oggi dimenticata, ma ancora attuale: Raztinger prese di mira lo strapotere della finanza e il mondo dell’opinione pubblica. “Ambedue necessari, perché possono essere utili, ma talmente abusabili che spesso diventano il contrario delle loro vere intenzioni“. Rivolgendosi ai seminaristi e ai presenti, il Pontefice commentò il versetto di Romani 12,2 – «Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente».
La lezione di Ratzinger
“Vediamo come il mondo della finanza possa dominare sull’uomo, che l’avere e l’apparire dominano il mondo e lo schiavizzano. Il mondo della finanza non rappresenta più uno strumento per favorire il benessere, per favorire la vita dell’uomo, ma diventa un potere che lo opprime, che deve essere quasi adorato: “Mammona”, la vera divinità falsa che domina il mondo. Contro questo conformismo della sottomissione a questo potere, dobbiamo essere non conformisti: non conta l’avere, ma conta l’essere! Non sottomettiamoci a questo, usiamolo come mezzo, ma con la libertà dei figli di Dio.
Poi l’altro, il potere dell’opinione pubblica. Certamente abbiamo bisogno di informazioni, di conoscenza delle realtà del mondo, ma può essere poi un potere dell’apparenza; alla fine, quanto è detto conta di più che la realtà stessa. Un’apparenza si sovrappone alla realtà, diventa più importante, e l’uomo non segue più la verità del suo essere, ma vuole soprattutto apparire, essere conforme a queste realtà. E anche contro questo c’è il non conformismo cristiano: non vogliamo sempre “essere conformati”, lodati, vogliamo non l’apparenza, ma la verità e questo ci dà libertà e la libertà vera cristiana: il liberarsi da questa necessità di piacere, di parlare come la massa pensa che dovrebbe essere, e avere la libertà della verità, e così ricreare il mondo in modo che non sia oppresso dall’opinione, dall’apparenza che non lascia più emergere la realtà stessa; il mondo virtuale diventa più vero, più forte e non si vede più il mondo reale della creazione di Dio. Il non conformismo del cristiano ci redime, ci restituisce alla verità”.
Queste parole, pronunciate in un momento di crisi economica globale, risuonano ancora oggi come un richiamo alla vigilanza etica e spirituale contro i meccanismi di dominio che riducono l’uomo a mero consumatore o apparenza.










