È la fine di 30 anni di globalizzazione: ecco il nuovo ordine mondiale che ci aspetta

Ci sono delle strategie divergenti tra gli Stati Uniti e la Cina nel contesto della deglobalizzazione e della lotta per le risorse critiche. Dopo 30 anni di globalizzazione siamo entrati in un’era probabilmente di deglobalizzazione. Washington punta sul friend-shoring, cercando di ridurre la dipendenza da rivali geopolitici attraverso delle alleanze strategiche con nazioni amiche. Al contrario, Pechino consolida la propria leadership nelle catene di approvvigionamento globali cercando di creare interdipendenze economiche ed infrastrutturali con Paesi fornitori, allineandoli funzionalmente e politicamente agli interessi cinesi, al fine di renderli economicamente una estensione della catena del valore cinese, avendone il controllo quasi monopolistico su terre rare e materiali per la transizione energetica.

Per cui abbiamo delle strategie diverse

Mentre gli Stati Uniti investono in politiche protezionistiche e incentivi interni come l’Inflation Reduction Act, la Cina espande la propria influenza tramite la Belt and Road Initiative. Questa competizione sta lentamente ma inesorabilmente frammentando il commercio mondiale, aumentando rischi di produzione e rischi di inflazione. L’Unione Europea si trova in una posizione difficile, divisa tra la necessità di sicurezza atlantica e la dipendenza commerciale dal mercato asiatico. Il risultato è un nuovo ordine mondiale dove la geopolitica prevale sull’efficienza economica.

E in tutto questo c’è l’Italia

L’Italia che ha un’unica grande risorsa, io credo: è la risorsa umanistica. E noi ci stiamo piegando in modo supino all’esigenza invece di tecnica. Pensiamo che il tecnicismo e il potere finanziario siano le uniche forme di competizione globale. Noi abbiamo al centro del Mediterraneo una storia di umanesimo che è unica e irripetibile. È quello che in strategia si chiama un “fattore strategico distintivo”, perché è raro, irripetibile, non aggirabile. Ebbene, noi, invece che fare leva sull’umanesimo, ci mettiamo in coda il tecnicismo delle varie intelligenze artificiali. Sia ben chiaro, io uso le intelligenze artificiali come tutte, ma non saranno un fattore distintivo. Ciò che sarà un fattore distintivo è l’umanesimo.

Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi