Il prossimo urgente impegno del club Juventus è quello di spedire un sontuoso pacco natalizio con panettone, spumante e tartufo bianco, all’indirizzo di Magomed Mustafaevič Ozdoev, centrocampista russo dello Zenit di San Pietroburgo, il cui gol all’ultimo minuto contro il Chelsea ha permesso allo stesso club di incassare il premio e di chiudere il girone al primo posto, con orgoglio ma non direi altro. Non si può infatti dire con pieno merito, perché se gli inglesi si sono smarriti in Russia, l’esile vittoria contro il Malmoe non ha aggiunto molto alle considerazioni sulla squadra bianconera, se non i tre punti in classifica che sono anche denari.

Partita di confusione secondo usi e costumi di questa Juventus di Allegri il quale ha mischiato continuamente le carte ma sul campo si sono avute le solite conferme sulla modestia di alcuni, i soliti noti, da Kean, pur autore del gol, a Bernardeschi, da Rabiot a Bentancur, a Morata, tutta gente che non cresce, anzi decresce e non risolve gli interrogativi e i dubbi sul futuro prossimo della Juventus che avrebbe bisogno di reset mentale e tecnico. Le condizioni del prato di Torino non sono un alibi serio, chi presume di essere un campione o simile e richiede fantamilioni, dovrebbe dimostrare di essere tale anche giocando su ghiaia o fango.

La Juventus pensa alla gita di Venezia e attende notizie dal sorteggio, potrebbe capitarle anche un Messi, un Mbappé o un Diego Simeone. La notizia vera è l’eliminazione dall’Europa di Champions, dopo vent’anni, del Barcellona. Dopo il Milan la caduta degli dei.

Tony Damascelli