Non amo criticare le scelte degli altri, soprattutto quando sono persone schierate con impegno dalla mia stessa parte della trincea. Ammetto però che, se io fossi stato nei panni dei leader dei portuali di Trieste non avrei mai accettato di incontrare un membro di questo Governo, piuttosto gli avrei fatto arrivare le istanze dei manifestanti senza mai spostarmi dai dintorni del porto, vero punto nevralgico.

Così come non avrei mai annullato una manifestazione per paura di possibili infiltrati. Avrei denunciato pubblicamente le possibili infiltrazioni e creato un cordone di sicurezza attorno ai manifestanti pacifici. Ma se passa l’idea che il popolo annulla le proprie manifestazioni davanti al pericolo di infiltrati allora forniamo su un piatto di argento ai nemici dei popoli la possibilità di disattivare ogni protesta.

Detto questo, anche se loro hanno voluto agire diversamente non sarò io a contestarne le scelte per l’enorme rispetto e infinita riconoscenza che provo per il loro operato. Attendo (in vigile attesa) la risposta del Governo che dovrebbe arrivare in queste ore. Quella risposta che – ahimè – già prevedo che sarà l’ennesima umiliazione per i lavoratori italiani. L’ennesimo spregio alle piazze piene che abbiamo visto in questi giorni. E a quel punto non ci resta che unirci, creare un fronte comune compatto e trasversale. Un patto in difesa della democrazia e della Costituzione, ma per farlo bisogna abbattere prima divisioni e personalismi.

E’ bello vedere tante piazze attive ma sarebbe ancor più bello vedere tante piazze coordinate e federate. E’ bello vedere l’attivismo degli influencer del web ma sarebbe ancora più utile che tutti diffondessero lo stesso messaggio, veicolando strategie e soluzioni e fornendo un punto di riferimento alle persone che oggi sono confuse e smarrite.

Perché questo possa accadere ho deciso personalmente di telefonare a tutti i miei colleghi, anche a quelli con cui ho avuto divergenze in passato. Contatterò tutti gli opinion leader del web e gli organizzatori delle maggiori manifestazioni che si stanno svolgendo nelle diverse piazze. Potrei fare tanti nomi, ne ho contati già circa 50 che a breve contatterò: personaggi che hanno un grosso seguito come Byoblu, Duranti, Fusaro, Toscano, Francesca Donato, Paragone, Enrico Montesano, Eric Grimaldi, Meluzzi, Scardovelli, Gracis, Pizzuti, Giovagnoli, Vitangelo, Massaro, Bifarini, Colombini, Brandi, Schillirò, Corrias, Mariani, Red Ronnie. Contatterò gli organizzatori di Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Modena, Torino, Trento, Milano, Udine, Ancona, Perugia e tanti altri e ovviamente almeno un rappresentate dei portuali di Trieste. Chiederò un incontro a porte chiuse tra di noi. La potremmo definire metaforicamente la ‘Contro-Bilderberg dei popoli’.

I nomi che ho elencato tutti insieme sul web raggiungono milioni di persone. L’obiettivo deve essere che, da quel momento in poi, le azioni sul web e nelle piazze siano congiunte e organizzate e soprattutto senza sosta fino al raggiungimento degli obiettivi.

In tanti mi hanno suggerito di partire con un gruppo Telegram ma la mia risposta è no, nulla di virtuale. Dobbiamo incontrarci perché già intraprendere un viaggio implica un impegno diverso da parte dei partecipanti. Dobbiamo stringerci le mani, guardarci negli occhi, litigare, essere in disaccordo, mediare ma alla fine deve uscire un gruppo compatto con una strategia comune. L’obiettivo non deve essere altro che il ripristino dei principi costituzionali. Di quella Costituzione che, quando i nemici dei popoli si riuniscono a porte chiuse, progettano di stracciare.

Lo so che in tanti mi diranno di no ma anche nel nostro mondo è giusto cominciare a far cadere le maschere. Attendiamo intanto la risposta del Governo ai portuali, spero di sbagliarmi e che arrivino soluzioni concrete ma non c’è più tempo da perdere. Mettiamoci in marcia.

Se avete contatti personali di personaggi che ritenete vadano contattati scrivete a [email protected].

La Matrix Europea – La verità dietro i giochi di potere con Francesco Amodeo