Le politiche neoliberiste aumentano la distanza tra i ricchi e i poveri, tra i pochi che accumulano le enormi ricchezze del mondo e i tanti che vi perdono l’accesso e rimangono disperati ed emarginati. Questo è esattamente lo spazio lasciato vuoto dal dibattito morale e religioso che ha abbandonato da troppi anni il monito al sistema capitalistico internazionale e ancora non ha abbracciato apertamente la sua sostituzione con l’economia umanistica. Sono uno dei pochi che argomenta il fatto che il sistema capitalistico debba essere abbandonato e lo faccio occupandomi di finanza. Io mi guadagno da vivere facendo corsi per i dottori commercialisti ai quali insegno una nicchia di finanza aziendale, cioè la pianificazione finanziaria. Parlo di cose molto pratiche, di denaro. Proprio per questo, perché ho centinaia di commercialisti che mi seguono, mi rendo conto che lo sfracello del sistema italiano è dovuto al silenzio del dibattito morale e religioso su queste cose.

L’altra sera ero a cena con alcuni di loro e mi raccontavano casi umani, di loro clienti, di imprese che non ce la fanno più, non riescono più a rimanere aperte. Di fronte a queste cose non si può ragionare soltanto da esperti finanzia e parlare solo di argomenti tecnici. Io occupo il mio tempo libero a fare queste pillole perché sono un osservatore privilegiato del mondo finanziario e per dirvi: “Guardate, quel mondo è malato”. È malato di finanza e perché quelli che dovrebbero occuparsi della visione etica, morale e religiosa, sono misteriosamente zitti, silenti, annichiliti. Perché non prendono posizione a favore dell’economia umanistica che pone l’uomo al centro del dibattito economico e non più l’euro, la moneta, il capitale? Io davvero, non so rispondermi a questa domanda.

Malvezzi​ Quotidiani, pillole di economia umanistica con Valerio Malvezzi