Anno nuovo, stessa politica. Il 2021 per il Governo è cominciato sulla falsariga di come era finito. Mentre aleggia nell’aria di Palazzo Chigi lo spettro di una crisi, il Premier Conte ha già cominciato a riunire i suoi ministri in vista delle nuove misure per far fronte all’emergenza covid-19.

In programma questa questa sera alle 21 il Consiglio dei ministri per le nuove misure anti-Covid che entreranno in vigore dopo il 6 gennaio. Sul tavolo l’ipotesi di procedere con un decreto – e non con un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza – sulle misure da adottare dal 7 gennaio.

Tra i nodi da sciogliere anche la riapertura delle scuole, che potrebbe slittare per alcune regioni o su tutto il territorio nazionale. Schierato su questa ultima possibilità è il segretario nazionale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervenuto ai microfoni di Luigia Luciani e Stefano Molinari.

Questa l’intervista a Pierpaolo Bombardieri a “Lavori in corso”.

“Scuole chiuse senza sicurezza”

“Abbiamo chiesto da marzo, da quando abbiamo fatto i primi incontri, di fare alcune cose. E oggi quelle cose, secondo noi, non sono state fatte. Non ci sono presidi sanitari all’interno delle scuole. Non c’è la possibilità di tracciamento. Non c’è la possibilità di fare i tamponi veloci. Non ci sono garanzie sul trasporto pubblico.

E ci sono alcuni esperti, persino il consulente del ministro della Sanità, che dice che aprire le scuole significa far risalire i contagi. Noi preferiamo tutelare prima la vita e poi tutto il resto. Ecco perché diciamo che oggi saremmo per rinviare l’apertura delle scuole, almeno di due settimane.

Potrebbe sembrare politicamente scorretto, ma le scuole non vanno riaperte se non ci sono le condizioni di sicurezza. Come vale per tutti i luoghi di lavoro”.

“Scelte Governo strumentali e incoerenti”

“C’è un utilizzo strumentale e una mancanza di coerenza nelle scelte del Governo. Noi lo abbiamo denunciato in più occasioni. E’ il motivo per cui registriamo tanta confusione tra la popolazione.

Guardate che in questo Paese c’è un’emergenza sociale che riguarda il lavoro. Non c’è una strategia. C’è la scelta dei bonus e dei ristori, senza avere la possibilità di dare un’occhiata a quello che verrà nei prossimi mesi, prossimi anni”.

“Ad Arcuri manca solo diventare Ct della Nazionale”

“Ricordo che i vaccini si parla già da più di 3 mesi. Ricordo che sui vaccini noi abbiamo un commissario, che manca solo che gli diano l’incarico di commissario tecnico della Nazionale… In questo periodo il commissario e il Governo avrebbero dovuto dare indicazioni ben precise.

In questo Paese abbiamo il più alto tasso di mortalità rispetto alla pandemia: spero che qualcuno ci darà qualche risposta. Se noi continuiamo con questi ritmi, ci vorranno due anni per vaccinare tutti.”