Se oggi ci chiedono di fare sesso con la mascherina, mantenendo le distanze dal partner (abbiamo sentito anche questo nella TV di Stato), se ci dicono che si può assistere ad un evento sportivo al chiuso in 200 persone, ma non si può fare un convegno o una riunione in 20, se ci chiedono di riunirci in casa in 6 ma non in 7, se ci dicono che si possono fare senza mascherina le attività sportive all’aperto ma non le attività motorie, se ci dicono che si possono bere alcolici seduti al tavolo, dopo una certa ora, ma non al banco, se chiudono le scuole ma lasciano i mezzi pubblici super affollati, è perché il 90% delle misure che stanno imponendo per contenere il virus non hanno nulla a che vedere con la prevenzione del Covid.

Sono infatti misure che hanno un forte impatto sulla psiche dei cittadini, devono penetrare fino in fondo. Tali misure devono essere onnipresenti, invasive perché devono diventare abitudini e qualcuno lo diceva: “le catene delle abitudini sono troppo leggere per essere avvertite finché non diventano troppo pesanti per essere spezzate”. Se fossero in buona fede gestirebbero tutto in maniera diversa, su alcuni punti anche in maniera più drastica. Ma assolutamente diversa da come la stanno gestendo.

Capirebbero, per esempio, che gli asintomatici non possono più essere considerati malati, ne trattati come tali. Il numero da monitorare per capire se la situazione è davvero grave o meno non può essere quello dei tamponi positivi ma soltanto quello della presenza nelle terapie intensive o dei morti, per motivi legati esclusivamente al Covid. Sono quelli purtroppo i parametri che ci direbbero quali misure adottare e, qualora quei dati dovessero davvero peggiorare e diventare allarmanti, allora l’unica misura per contenere il virus può essere solo il lockdown totale. Di certo non fermi un virus uscendo dai bar alle 21:00 invece che alle 23:00. Di certo non lo fermi chiudendo le scuole ma lasciando i ragazzi liberi di riunirsi tutto il giorno per strada, come è giusto che sia. Mica lo fermi annullando i matrimoni ma riempendo le metropolitane.

Nessuna delle misure oggi proposte per fermare il Covid può realmente fermare il virus, ma il lockdown è l’unica soluzione da mettere in campo qualora i dati e i parametri che ho precedentemente annunciato diventassero realmente preoccuparti. Ma il lockdown non deve significare per gli italiani porsi questa domanda: voglio rischiare di morire per il virus o voglio rischiare di morire di fame? Il lockdown non deve portare perdite economiche, il risarcimento per tutti non deve essere parziale e ritardato, ma totale è immediato. E lo possono fare. Se davvero volessero mettere in sicurezza gli italiani, anzi, gli europei tutti, lo potrebbero fare. Mario Draghi, in conferenza stampa in tempi non sospetti, lo disse chiaramente: “La BCE non può mai finire il denaro perché lo crea dal nulla. Quindi potrebbe fare fronte a qualsiasi emergenza”. Testuali parole dell’ex Governatore della Banca Centrale Europea.

Bene, allora fate fronte a questa emergenza senza precedenti. Create il denaro necessario agli Stati per mettere in sicurezza i cittadini, senza vincolarlo ad assurdi prestiti o fondi europei e senza obbligare i cittadini ad indebitarsi per far fronte all’emergenza. Avete la Banca Centrale che può far fronte a qualsiasi tipo di emergenza e questa, dite voi, è un’emergenza. Agite trattandola come tale. Siamo, oltretutto, in deflazione, quindi sarebbe ridicolo pensare al rischio inflazione immettendo denaro in questo momento in circolazione. Create il denaro che serve. Chiudete tutto, se necessario, ma risarcite i cittadini fino all’ultimo. Solo così possiamo fare in modo che le misure per contenere il virus non facciano più danni del virus stesso, come invece sta accadendo.

La Matrix Europea – Con Francesco Amodeo


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