“Noi chiediamo al Presidente della Repubblica di fare qualcosa che riporti ad avere la sensazione di essere protetti dalla nostra Costituzione. Con queste parole, l’editore di Radio Radio, Fabio Duranti, lancia un appello al nostro Presidente della Repubblica.

Gli ultimi aggiornamenti in relazione alla proroga dello Stato di emergenza hanno causato non poche polemiche. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte richiede pieni poteri per fronteggiare il virus Covid -19, lo stesso che però viene dichiarato “clinicamente morto” da molti eperti.

Qualcosa non quadra per molti esperti del diritto. Giusta la posizione del Parlamento? Giusto che il Presidente Sergio Mattarella rimanga silente? Ne parlano approfonditamente a “Un giorno speciale” Francesco Vergovich, Fabio Duranti e Enrico Michetti, Direttore della Gazzetta Amministrativa.

Ecco le riflessioni al riguardo.

Le proroghe che alimentano dittature

“Ieri al Senato, il Presidente Conte, non potendo rinnovare l’emergenza per legge è andato in Parlamento. Ha fatto la stessa cosa che fece Orbán: ha chiesto i pieni poteri attraverso l’emergenza tramite il suo Parlamento. Per legge i 90 giorni sono scaduti e i 60 giorni successivi erano già stati assorbiti abusivamente. Un’emergenza così estesa non c’è mai stata.

L’emergenza prevista dalla Costituzione era legata al sisma avvenuto perciò dinanzi un fatto conclamato dove gli strumenti ordinari dello Stato non sono in grado di fronteggiare l’emergenza. Stanno creando un precedente pericolosissimo perché la gente si crea un’abitudine a vedere l’eccezione straordinaria che diventa la regola. Quell’eccezione è pericolosissima, da quella nasce la dittatura, una violazione dei diritti fondamentali.

Orbán chiese i pieni poteri nel picco pandemico e tu, Presidente, stai chiedendo pieni poteri quando l’emergenza non c’è più. Perciò stai facendo peggio di quello che ha fatto Orbán. Che sia un attentato alla democrazia è evidente, ma chi poteva fermarlo è il Parlamento. Non c’è democrazia senza Parlamento. Lì ci sono i nostri rappresentanti che non ci stanno rappresentando. Questo è di un cinismo e di una disonestà intellettuale. Il Presidente della Repubblica, con il massimo rispetto, avrebbe dovuto alzare la voce e noi glielo chiediamo ancora”.

Andrea Bocelli e l’attacco mediatico

“Guardate che disagio mediatico nei confronti di Andrea Bocelli per aver detto la sua opinione, libera opinione. C’è una stampa che probabilmente soffre di una regia. Vedi che non si leva nessuno dal mondo della cultura perché hanno paura di essere ghettizzati e stralciati dal circolo di lavoro. Hanno paura di essere emarginati e vivono costantemente nella condizione di schiavi. Questo è il ruolo che oggi svolge la nostra cultura, che non è cultura perché la cultura vive nello spirito di una stimolazione continua.

Abbiamo tutti il tempo per far ripartire il paese secondo le regole della democrazia, con provvedimenti seri e non con i banchi a rotelle. Abbiamo bisogno di gente esperta e che abbia a cuore la Patria e la Costituzione. Chi non ha rispetto per questa non rispetterà mai il popolo italiano”.


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