Esimio Pallotta, più a sud c’è Roma

"Pensi che meraviglia: lei a Roma che slalomeggia tra buche e cinghiali: un eroe da film western".

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Esimio Pallotta, non le parlerò di calcio, si tranquillizzi, ma di storia e geografia. Lo so che potrebbe aiutarlo Franco Baldini, sicuramente preparato (non parlo di calcio, l’ho detto) sull’argomento, ma perché scomodare il suo consigliere ad personam, ad Romam, ad terram personale?
Siena è bellissima. Ha visto Piazza grande? E la sorprendente, altissima Torre del Mangia?

Neppure Boston ha di queste perle, tanto per toccare una città che conosce.
Avrà fatto un salto, oltre che a Firenze, anche in Maremma, a Saturnia, immagino, e, addirittura, a Bagno Vignoni, luoghi che il mondo ci invidia. 

A questo punto potrebbe prendere l’Autostrada che noi, pomposamente, chiamiamo del Sole. E guardarsi attorno. Scendendo troverebbe alla sua sinistra l‘Umbria, terra di San Francesco, Santa Rita, Santa Chiara e San Benedetto.

Qui regnavano gli etruschi, di cui lei, sicuramente, sarebbe stato il lucumone. Spoleto è la città del Festival dei Due Mondi, a uno dei quali lei appartiene. 
Potrebbe riprendere la lunga fettuccia per il sud.

Passerebbe Orvieto (può vedere il duomo alla sua destra), Orte e infine, che le apparirebbe?

Trattenga il respiro, lei che è un noto amante di tutto ciò che è bello e unico: vedrebbe Roma, caput mundi, la città del Colosseo (un anfiteatro di cui potrebbe chiedere la ricostruzione) e del Papa. La capitale d’Italia.
Pensi che meraviglia: lei a Roma che slalomeggia tra buche e cinghiali: un eroe da film western.

Lei che raggiunge un sito lontano, chiamato Trigoria, dove si allena una squadra di cui proprio lei, si tenga, è il proprietario. Potrebbe fare un altro tuffo vestito in piscina e il film avrebbe così benedicenti titoli di coda.

Roberto Renga