Igli Tare, nato a Valona il 25 Luglio 1973, è uno dei migliori direttori sportivi del mondo. Affermazione provocatoria ma non troppo. O almeno, se ne può parlare per diversi motivi. Da quando più di un decennio fa si è ritirato dal calcio giocato ed ha intrapreso la carriera da dirigente è stato accolto dallo scetticismo, quasi dallo sfottò. Sembrava fosse stato preso per fare il bodyguard di Lotito, sia per la prestanza fisica che per lo sguardo da cattivo. E invece il buon Igli ha iniziato a lavorare in sordina, senza le luci dei riflettori addosso, e ha portato a casa i risultati.

Il mercato della Lazio è come la tombola. Lotito mette a disposizione del Direttore sportivo albanese un sacchetto con qualche spiccio e lui tira fuori una manciata di giocatori. E come diceva Forrest Gump sui cioccolatini nella scatola “non sai mai quello che ti capita”. Potrebbe essere un Milinkovic come un Alfaro, un Hernanes come un Durmisi. Si è caricato sulle spalle le storie di mercati non sempre all’altezza, di colpi sfiorati che si sono trasformate in vicende comiche, ma anche di storie degenerate nel drammatico.


In alcuni momenti ho avuto anche paura per la mia famiglia. In particolare nel periodo della cessione di Hernanes. È stato un momento brutto, che dentro di me porto come un’esperienza molto negativa. Una parte di me è morta, per quel che riguarda il modo di vivere il calcio”.

23/02/2014 Roma, campionato di calcio serie A Tim, Lazio-Sassuolo, nella foto Claudio Lotito e Igli Tare

Eppure la Lazio grazie ai suoi colpi è cresciuta sempre, costantemente, senza fare il definitivo salto di qualità certo, ma per quello probabilmente più che una maggiore arguzia del Ds albanese sarebbe servito qualche milione in più messo a disposizione da Claudio Lotito.

Quanti giocatori sconosciuti sono passati per Roma lasciando un buon ricordo e un bel gruzzoletto nella cassaforte laziale, da André Dias preso a poco più di 3 milioni a Hoetd acquistato da svincolato e rivenduto a più di 20 milioni. Keita preso dal Barcellona e rivenduto a 30 milioni al Monaco. Ma nella grande roulette del mercato sono passati anche una quantità incommensurabile di giocatori “strani” Mauricio, Saha, Pereirinha, Vinicius, Perea, Postiga, Bisevac, Morrison ecc. ecc. Ci si potrebbe riempire un volume da un migliaio di pagine. Ma come scrivono molte ragazze nei post tristi di Facebook: “conta chi resta”.

Ecco la top 12 degli acquisti di Tare, perché una top 10 non sarebbe bastata

15/05/2019 Roma, stadio Olimpico, finale Tim Cup 2019 Atalanta-Lazio, nella foto Simone Inzaghi, Igli Tare e Stefano De Martino

Hernanes – 13,5 milioni

Il trequartista brasiliano è arrivato a Roma dopo una lunga e estenuante trattativa. Il primo colpo brasiliano della gestione Tare. Ha fatto cose straordinarie alla Lazio che poi non ha replicato nelle successive esperienze

Klose – 0

L’Estate di Klose e Cissè forse è stata l’unica emozionante dell’era Lotito. All’improvviso due attaccanti top che arrivano a Roma senza nessun preavviso. Cissè si rivelerà una delusione. Klose resterà per sempre nella storia della Lazio

De Vrij – 7 milioni

Il difensore olandese è stato una colonna della difesa laziale fino al fallo da rigore su Icardi nella sciagurata Lazio-Inter della scorsa stagione. Poi è diventato probabilmente il giocatore “meno simpatico” per il popolo biancoceleste andando all’Inter a scadenza di contratto. Da quel giorno nelle partite con la Lazio non s’è più visto, sempre “infortunato”. Ma rimane comunque uno dei più grandi colpi di Tare

Milinkovic – 18 milioni

In quei minuti ero la persona più sicura del mondo che Milinkovic, nonostante fosse andato lì, avrebbe deciso di venire alla Lazio. La sera prima lui mi ha chiamato, dicendomi che doveva andare lì per rispetto di suo padre, ma che la sua scelta era stata fatta e che sarebbe venuto alla Lazio. Per questo gli sarò grato, perché ci sono pochi giocatori che fanno una cosa del genere”. 

Felipe Anderson – 7,5 milioni

Un anno non è stato preso per problemi di commissioni, l’anno dopo Tare lo porta a Roma ma il brasiliano gioca pochissimo e male. Poi improvvisamente esplode, tanto da sembrare una promessa del calcio mondiale in 10 partite mette a segno 11 gol e 10 assist. Diventa un idolo della tifoseria biancoceleste, anche perché è quello che più di tutti è capace di accendere la fantasia dei tifosi con le se giocate. Poi Inzaghi lo mette in panchina spesso e lui va al West Ham per 40 milioni.

Candreva – 500 mila euro + Del Nero

E’ una delle tante sessioni di mercato invernali per il tifoso laziale, fatta di dolore e disillusione. Un solo colpo viene messo a segno, a due minuti dalla fine del mercato, lo scambio Candreva-Del Nero. Nessuno in quel momento sa che l’esterno romano sarà uno dei migliori giocatori dell’era Lotito.

Biglia – 8 milioni

Alzi la mano chi tra i giocatori di Fifa non ha mai preso Biglia dall’Anderlecht almeno in una stagione. Un altro, come Hernanes e Candreva, che nella Lazio ha fatto la differenza, ma una volta lasciata la Capitale ha vissuto di difficoltà e rimpianti. Anche lui però è stato ceduto per più del triplo del prezzo a cui era stato acquistato

Luis Alberto 4 milioni

Tutti s’apettavano il trequartista spagnolo da squadra di bassa classifica. Tecnicamente valido ma lento e deboluccio. E per la prima stagione abbiamo visto esattamente questo, d’altronde per 4 milioni che ti aspetti. E invece ancora una volta ha avuto ragione Igli. Adesso dopo due

Lucas Leiva – 5 milioni

Uno dei migliori e più amati centrocampisti del Liverpool della storia recente arriva a Roma per 5,70 milioni e dimostra nelle stagioni in biancoceleste di poter giocare grandi stagioni. Miro Klose 2. Niente da aggiungere.

Acerbi – 10,5 milioni

La Lazio perde De Vrij a 0 tra le polemiche. Il resto della difesa della Lazio da Wallace a Patric a Bastos, ha bisogno di un nuovo leader. E Tare ne prende uno ancora più forte dell’olandese, spendendo una cifra molto bassa visti i valori di mercato odierni.

Zarate – 20 milioni

Odi et Amo. Lotito si è sempre preso meriti del trasferimento del giocatore che più ha fatto parlare di se, nel bene e nel male, nella recente storia laziale. Tra gli inizi da sogno e la fine in tribunale, la parte centrale della presidenza Lotito è legate indissolubilmente al nome del talento argentino

Immobile – 9 milioni

Dopo le esperienze di Dortmund e Siviglia sembrava che Ciro non fosse in grado di fare la differenza in una squadra di vertice. Sembrava agli altri, non alla società biancoceleste che ha puntato tutto sull’attacccante partenopeo, visto anche il prezzo basso a cui era possibie acquistarlo. E Ciro è già uno degli attaccanti più prolifici della sotria della Lazio

Correa – 15,5 milioni

Vendere Felipe Anderson a 40 e comprare Correa a 15. Nessuno a inizio stagione poteva essere minimamente contento di questa scelta. Dopo una sola stagione le cose sono già cambiate. L’ultimo affare del Ds Tare.

Marco Napoleoni

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2 COMMENTS

  1. due constatazioni inficiano la nomina di fuoriclasse tra i ds del buon tare, e cioè la quantità fallimentare dei carneadi acquistati tipo durmisi,wallace, marusic, patric,il desaparecido Berisha,lukaku, etc etc, e la scarsa o nulla imposizione o presa di posizione verso le aberranti scelte o posture supponenti e mai di autoaccusa di inzaghi, uno che passa x ottimo allenatore, quando poi contesta lotito con scelte tattiche a capocchia circa la scelta dei pedatori da mandare in campo e l’ostracismo verso quei giocatori di classe (gelosia calcistica?) tipo Anderson. ora si comprende che le scelte di acquisto pongano interessi assai diffusi in ballo, ma appare strano che uno che prende un milinkovic si mangi la dote di …….fuoriclasse inciampando su carneadi conclamati, o che permetta all’allenatore di trascurare ad es. un badely, anima già pedatoria incontestabile della viola. a volte il do ut des prevale, e il giro di certuni calciatori scarsi deve x forza essere accettato in nome di interessi superiori.

    • Giacinto ottima analisi. Però la risposta più o meno te la sei data da solo. Almeno la metà delle volte questi giocatori dalle dubbie doti tecniche arrivano a Roma non perché scelti da Tare, ma per logiche di mercato che sono al di sopra del Ds laziale. Ovviamente di errori ne ha commessi tanti anche Tare, ma questo succede a tutti i Ds del mondo. Lui però sbaglia molto poco quando Lotito gli mette a disposizione un buon budget, sbaglia di più quando è costretto a spendere poco, ma penso sia anche normale