Vojvodina-Sampdoria 0-2: Eder-Muriel, ma Zenga saluta l’Europa League

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L’onore è salvo, la panchina anche. La Sampdoria di Zenga batte 2-0 il Vojvodina nella gara di ritorno rimediando così alla brutta figura di sette giorni fa a Torino, ma saluta comunque l’Europa League a causa dei 4 gol subiti all’andata: il tecnico, però, grazie anche alla reazione della squadra a Novi Sad, ha convinto Massimo Ferrero a confermarlo, nonostante le recenti voci di un imminente ribaltone in panchina con il ritorno di Delneri.
ORGOGLIO — L’omaggio al compianto Vujadin Boskov, l’allenatore dello scudetto del ’91, è il preludio a una serata positiva che ha l’unico neo di non concludersi in gloria: Zenga se la gioca quasi con la stessa squadra dell’andata, confermando Fernando davanti alla difesa e inserendo un difensore di ruolo (Coda) al posto di Palombo, ma cambiando modulo, spostando Soriano dietro le punte, lì dove lo metteva Mihajlovic. Più che la posizione del centrocampista, è l’atteggiamento a dare benefici pressoché immediati: c’è maggiore partecipazione di tutti alla fase offensiva, la condizione atletica appare migliorata, così al quarto d’ora, su assist di Muriel, Eder sblocca il risultato. Uno dei maggiori difetti visti all’andata appare intatto: a sinistra Zukanovic, lontanissimo da una forma accettabile, non solo non incide in attacco, ma soffre molto anche dietro, anche perché Krsticic non lo aiuta più di tanto e l’asse Vasilic-Stanisavljevic funziona bene. L’occasione migliore, però, capita ancora alla Samp con un assist geniale di Krsticic sprecato da Soriano.
ILLUSIONE — Nella ripresa il gap fisico riemerge e la Samp fa fatica a creare, anche perché Zenga non può pescare granché dalla panchina. Così serve Viviano a salvare due volte il risultato, prima su Ivanic (colpo di testa a botta sicura dal centro dell’area), poi su un gran tiro di Sekulic, con Odzegovic, il gran protagonista dell’Olimpico, che riesce a rendersi pericoloso solo una volta. Il raddoppio di Muriel, al termine di una triangolazione straordinaria con Eder, arriva a sorpresa, nel momento migliore dei serbi e serve solo a illudere la Samp. Zenga si gioca l’assalto finale con i giovani Bonazzoli e Ivan, ma col passare dei minuti, più che il forcing, aumenta il rimpianto per aver buttato via la qualificazione all’andata. Ma per Walter, arrivato con grande fiducia per rilanciarsi in Serie A, il rischio di non cominciare neppure il campionato è allontanato.

La Gazzetta dello Sport