Voglia di Lazio

LAZIO PARMA

Un’invasione pacifica. Una ventata d’affetto e ottimismo per la Lazio dopo sette mesi turbolenti. Non una svolta, perché la contestazione al presidente Lotito non è terminata e domenica prossima una buona parte dello stadio Olimpico resterà ancora una volta desolatamente vuota nell’esordio ufficiale della squadra di Pioli in Coppa Italia.

Ma gli ottomila tifosi che ieri mattina, in un’assolata domenica di metà agosto, hanno preferito la gita a Formello al mare e alle spiagge rappresentano un segnale importante. C’è voglia di Lazio, forte desiderio di riscatto dopo tante delusioni. E basta un’amichevole dall’irrilevante valore tecnico (la squadra di Pioli ha battuto 16-0 lo Sporting Città di Fiumicino, formazione militante nel campionato Eccellenza) per riempire gli spalti del Fersini, sospendere la contestazione a Lotito (niente striscioni né cori dopo l’agitato ritiro di Auronzo) e risvegliare la passione biancoceleste.

La società lo ha percepito e sta preparando prezzi scontati per domenica (data e orario saranno ufficializzati nelle prossime ore dalla Lega di serie A), quando la Lazio sfiderà il Virtus Bassano – squadra di Lega Pro capace di battere 4-2 il Livorno – nel terzo turno preliminare della Tim Cup. Immaginare un Olimpico in festa è certo difficile, anche perché la curva Nord vuole rispettare la promessa fatta a inizio estate: niente abbonamenti fino al 2 settembre, vale a dire alla chiusura del mercato estivo. I tifosi biancocelesti temono delusioni dell’ultima ora e vogliono valutare attentamente l’operato della società. Almeno per un giorno, del resto, lo strappo tra Lotito e il popolo laziale non è sembrato impossibile da ricucire.

Con il test contro lo Sporting Fiumicino, intanto, sono terminati gli esperimenti del nuovo allenatore Stefano Pioli. La Lazio è ancora un cantiere aperto – manca il secondo centrale titolare, i nazionali sono arrivati da poco e i sincronismi vanno ancora trovati, soprattutto in fase di non possesso palla – ma da domenica si fa sul serio. In quest’ottica il primo bilancio biancoceleste è senza dubbio interlocutorio.

Tra le note positive c’è senza dubbio il rapido inserimento di Filip Djordjevic. L’attaccante serbo è giocatore tatticamente intelligente e sempre pronto ad aiutare la squadra con i giusti movimenti, anche se a volte poco lucido sotto porta. Con Candreva ancora in rodaggio, Pioli può rallegrarsi per le prestazioni in ascesa della stellina Keita e per i segnali finalmente positivi di Felipe Anderson, chiamato però alla conferma quando il gioco si farà serio.

Le note negative, com’era prevedibile, arrivano invece dalla fase difensiva. Troppo spesso, e non solo nell’unica sconfitta finora subita in Germania contro l’Hannover, la Lazio ha mostrato evidenti lacune nella fase di non possesso palla. Colpa di un equilibrio ancora insoddisfacente – Pioli sta cercando il giusto assetto del centrocampo – ma anche e forse soprattutto delle carenze individuali dei difensori e persino dei portieri. Il tempo degli errori ora è finito. Domenica c’è la Coppa Italia, obiettivo da non fallire per una Lazio già priva dell’Europa.

IL TEMPO