Via libera al 730 precompilato, chi lo accetta non avrà controlli

730

ROMA La riforma del fisco mette al suo posto il primo tassello, che è anche uno di quelli simbolicamente più importanti: ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in materia di semplificazione, che contiene al suo interno anche l’introduzione per il 2015 della dichiarazione dei redditi precompilata. Nella stessa giornata però Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia, nel corso di un convegno alla Luiss ha lanciato l’allarme sui tempi di attuazione della riforma nel suo complesso. «Non è scontato che riusciremo ad attuare tutta la delega fiscale – ha detto – dobbiamo darci una mossa».
IL CALENDARIO
La legge di riforma approvata nel marzo di quest’anno è piuttosto complessa e rinvia ad una pluralità di decreti delegati da approvare entro un anno, dunque marzo 2015. Finora nessuno è approdato alla Gazzetta ufficiale: il primo potrebbe essere proprio quello in materia di semplificazione. Anzi, questa è quasi una necessità visto che si tratta di far scattare con un calendario ben preciso tutta l’operazione dichiarazioni precompilate. Il modello dovrà essere messo a disposizione dei contribuenti entro il 15 aprile. Prima però, entro il 28 febbraio, banche, assicurazioni, entri previdenziali e fondi pensione dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi a interessi passivi, assicurazioni sulla vita, contributi, utili per le relative detrazioni e deduzioni. Mentre entro il 7 marzo dovranno pervenire dai datori di lavoro i Cud, ovvero le certificazioni relative ai redditi.
Dunque non c’è molto tempo da perdere, anche se il prossimo anno il nuovo sistema sarà sperimentale e semplificato rispetto alle sue potenzialità complessive (non ci saranno d esempio i dati sulla spesa sanitaria che arriveranno solo dal 2016). Una volta ricevuta la dichiarazione, i contribuenti potranno decidere se accettarla, mettendosi al riparo da ulteriori controlli, oppure modificarla per inserire altri dati. La scadenza è fissata per tutti al 7 luglio: viene meno la distinzione tra coloro che finora presentavano il 730 al datore di lavoro invece che al Caf o al commercialista.
GLI ALTRI PROVVEDIMENTI
Quanto agli altri decreti attuativi, alcuni dovrebbero essere in dirittura d’arrivo. Sono attesi tra gli altri i testi sulla detassazione del reddito lasciato in azienda dai piccoli imprenditori, sui regimi semplificati, sulle sanzioni e sull’abuso di diritto. In materia di catasto è già stato esaminato dal Consiglio dei ministri il provvedimento sulle commissioni censuarie, che a loro volta si dovranno occupare della complicata riforma.
Ma proprio nell’appuntamento di ieri alla Luiss è emerso qualche nodo che è probabilmente alla radice dei ritardi. Zanetti si è espresso per un forte ridimensionamento dell’ambito penale: ad esempio nel caso dell’omessa o infedele dichiarazione il reato dovrebbe riguardare solo i comportamenti più gravi.
Sul tema è intervenuta anche Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Con due indicazioni forti: da una parte la sottolineatura di un nuovo rapporto con il contribuente basato sul dialogo, sulla prevenzione e sull’adesione spontanea, dall’altra l’affermazione di una priorità, quella della lotta alle frodi fiscali più complesse e insidiose, che a suo avviso rappresentano «un’emergenza». Per il contrasto a questo tipo di operazioni, ha spiegato, necessitano norme più stringenti come quella del raddoppio dei termini connessa alla presenza di un’azione penale, accanto a quella di semplice accertamento in via amministrativa.

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