Unioni civili: Renzi, “Serve accordo, Pd non basta”. Verso stralcio stepchild e fiducia

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La via dell’accordo di governo per approvare le unioni civili sembra ormai decisa. In una riunione, in mattinata, tra Matteo Renzi ed i capigruppo, si sarebbe confermato, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, l’orientamento a portare a casa la riforma con un’intesa con i partner di maggioranza di Ncd “perchè i grillini non sono affidabili”. Sembra confermato che il maxi-emendamento, sul quale mettere la fiducia, non conterrebbe la stepchild adoption e prevederebbe anche “piccoli aggiustamenti” anche agli articoli 2 e 3 del ddl Cirinnà. A quanto si apprende, sarebbero accolti gli emendamenti Lumia, già frutto di un’intesa nel Pd, che chiarirebbe i diritti del codice civile estesi anche alle coppie gay.

Marcucci: avanti su adozioni con ddl. Continueremo battaglia su tutte adozioni con altro disegno legge – “Una legge piena sulle unioni civili con diritti veri alle coppie gay. Continueremo la battaglia sulle adozioni, non solo quelle speciali, con un ddl”. Lo scrive su Twitter Andrea Marcucci. Il senatore del Pd, già autore dell’emendamento ‘canguro’ bocciato dai Cinque stelle, sembra così confermare le indiscrezioni secondo cui l’adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali, attualmente prevista dalla legge Cirinnà, sarà affrontata in una legge complessiva sulle adozioni sia etero che omosessuali.

E nella sua e-news il premier Renzi ha ribadito la sua linea sulle unioni civili: “Tante polemiche, al solito, dopo l’ennesimo dietrofront del Movimento Cinque Stelle che aveva assicurato il sostegno all’emendamento Marcucci e poi ha cambiato idea venti minuti prima del voto decisivo. Mia opinione: non possiamo ritardare ancora l’approvazione della legge. Sono decenni che con tutte le scuse si rinvia, si ritarda, si rimanda. Adesso è arrivato il momento di decidere, anche a costo di usare lo strumento della fiducia”.

Alfano, soddisfatto stia prevalendo buonsenso – “Noi siamo soddisfatti del fatto che stia prevalendo il buon senso”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, interpellato sulla soluzione in arrivo per il disegno di legge sulle unioni civili. “Si’ ai diritti per le coppie anche omosessuali – ha spiegato Alfano – ma non mettiamo di mezzo i bambini, che hanno bisogno di un papà e una mamma. E questo tema investe anche il fatto del matrimonio, non può essere una fotocopia del matrimonio, che è fra uomo e donna”. Secondo il ministro dell’Interno, per quanto riguarda i figli che vivono già con coppie omosessuali “le leggi esistenti consentono di coprire dal punto di vista giuridico e della tutela della continuità affettiva le situazioni esistenti”.

L’intesa è necessaria perchè, come ammette il premier Matteo Renzi che festeggia i due anni di governo con una conferenza alla stampa estera: “Il Pd non ha vinto le elezioni e al Senato ha 112 voti, quindi, “bisogna trovare un accordo”. Intesa che si cerca anche guardando ad Ncd che fa sapere: “Su un nuovo testo è possibile anche l’ok di Fi”.

Il rapporto con M5s – “C’era una prova di intesa con M5S che mercoledì scorso, venti minuti prima del voto, si è tirato indietro. Si dice che cambiare idea sia sintomo di intelligenza, allora i grillini sono geni assoluti”. Renzi spiega il cambio della strategia sulle unioni civili nell’incontro con la stampa estera, ricordando che “il Pd non ha vinto le elezioni e al Senato ha 112 voti mentre gli atri 208, quindi bisogna avere un accordo e non basta con un partito ma anche con altri”. “Così non si va avanti da nessuna parte – prosegue il premier -, quindi o con un emendamento del governo o con la strada dell’accordo parlamentare spero che nell’arco di qualche giorno si possa chiudere al Senato. Dobbiamo mettere fine ad un lungo rinvio costante”.

M5s a Grasso, subito capigruppo e data su voti – “Chiediamo al Presidente Grasso di convocare urgentemente una conferenza dei capigruppo al fine di definire una tempistica certa per il provvedimento sulle unioni civili ed evitare il maxiemendamento e la fiducia, con cui ancora una volta il governo vuole esautorare il Parlamento e impedire il dibattito su un tema di tale portata”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Senato Nunzia Catalfo. “Come gli uffici del Senato hanno già fatto sapere – spiega – eliminati gli emendamenti inammissibili, gli estranei per materia e gli accorpabili, ne restano da votare circa 500 e anche meno. Proporremo al presidente Grasso di dare inizio al voto degli emendamenti mercoledì mattina con due sedute fiume e venerdì mattina abbiamo la certezza matematica di poter iniziare le dichiarazioni di voto finali”.

ANSA