Un’altra Manchester All’Olimpico il Bayern domina

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Il sette è un numero maledetto per la Roma: sette anni fa, sempre in Champions, la clamorosa sconfitta a Manchester contro lo United. Finì 7-1, allora c’erano Cristiano Ronaldo, Rooney e Giggs, stavolta Robben, Muller e Goetze. Stessa storia, stessa fine: una catastrofe per la squadra che più aveva impressionato in questo avvio di stagione.

Un bagno di umiltà che forse farà bene alla Roma una volta smaltite le tossine di questo 1-7 pesantissimo: il peggiore in casa della sua storia nelle coppe europee. Non tanto perché qualcuno pensava anche di vincerla questa partita, quanto per la conferma della pochezza del campionato italiano. La Roma come la Juventus conferma quanto sia mediocre l’attuale serie A e l’evento è più plateale solo perché i giallorossi sono stati sorteggiati in un girone peggiore: forse il più duro in assoluto. Ma è alibi che non conta quando vedi la squadra che gioca il miglior calcio in Italia ridotta a sparring partner dei campioni tedeschi che arrivano sempre primi sul pallone, più aggressivi, più squadra ma soprattutto più forti di questa Roma formato Italia. Molto più forti.

Di fatto la squadra di Garcia non è mai riuscita a imporre il suo gioco, pressata dall’inizio del match e sotto dopo soli nove minuti sul primo affondo vero della corazzata di Guardiola: vero trionfatore della serata. Il suo calcio ha avvolto lentamente il prato di un Olimpico pieno come mai prima (record di incasso) e travolto tutto ciò che ha incontrato. Ma anche Garcia stavolta, forse la prima da quando è sulla panchina della Roma, ci ha messo del suo. Costretto a rinunciare in extremis a Maicon (spedito addirittura in tribuna), affida le «cure» di Robben al povero Cole. L’inglese ne esce devastato ed è proprio usando lui come paletto che Robben apre le danze con un eurogol. Nella ripresa da quella parte con Holebas andrà infatti molto meglio. È una delle chiavi di lettura del match, ma sarebbbe riduttivo addossare la colpa a un solo giocatore.

La Roma comunque accusa il colpo e fa l’unica cosa che non si deve mai fare contro una squadra di questa portata: smette di giocare e si chiude. Da qui in avanti parte il dominio assoluto dei tedeschi che arrivano da tutte le parti, spazzano via il centrocampo giallorosso (si salva solo Nainggolan) al quale sarebbe servito moltissimo Strootman in una partita così e dilagano mandando in delirio i cinquemila tifosi sbarcati nella Capitale.

Dopo la mite reazione giallorossa targata come sempre Gervinho (grande risposta di Neuer) il Bayern in sette minuti devasta la Roma: tre gol firmati Goetze, Lewandowski e ancora Robben, prima del quinto sigillo targato Mueller dal dischetto. Un disastro. Eppure la ripresa sembrava poter iniziare in maniera diversa, la Roma alza di qualche metro il suo baricentro e riesce addirittura a creare delle occasioni da rete: Gervinho e poi Florenzi sbagliano incredibilmente prima del gol dell’ivoriano che riaccende un Olimpico comunque mai domo.

Altro errore clamoroso, perchè mai stuzzicar il can che dorme. Il Bayern rialza la testa e in dieci minuti aggiunge al danno la beffa: Ribery (appena entrato) e Goetze firmano il 7-1 che riapre una vecchia ferita mai rimarginata. Un’altra Manchester, ma stavolta a Roma…al peggio non c’è mai fine. Due sole consolazioni, la classifica (il pareggio del City a Mosca mantiene la Roma al secondo posto a +2 sugli inglesi) e l’abbraccio dell’Olimpico. Incredibile ma vero la Sud chiama la squadra dopo i tre fischi di Eriksson e dopo un applauso globale scatta il coro «vinceremo il tricolore…», standing ovation dei cinquemila tedeschi sugli spalti… bella scena, è il calcio che piace. Una rivincita, almeno quella.

IL TEMPO