Ue, Confindustria contro Renzi

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Il presidente di Confindustria polemizza con il presidente del Consiglio. “Devo sfatare – ha detto – il clima idilliaco descritto per l’incontro di lunedì tra Merkel e Renzi. “Io ero alla cena e lei è molto austera nei nostri confronti: non è che ci abbia accolto a baci e abbracci, ha detto che non possiamo derogare dalle regole”. Il capo degli industriali poi ha ironizzato: “Non si possono dare voti, credo che sia ancora a casa che si sta preparando alle interrogazioni. Quando comincerà a rispondere alle interrogazioni formeremo i nostri giudizi”. E poi caustico: “Adesso vanno molto di moda le slide: a me piacciono quelle che raccontano cose già fatte, non quelle che devono ancora essere fatte”.

Da una settimana Matteo Renzi è in “missione” in Europa. Il suo tour è iniziato da Parigi, è proseguito lunedì scorso a Berlino e si è concluso con il Consiglio europeo di Bruxelles. Lo spartito è sempre lo stesso: “Se l’Italia fa l’Italia non deve avere paura di nessuno”, “Non siamo gli alunni somari da mettere dietro la lavagna”, “Se rimettiamo i conti a posto non lo facciamo perché lo chiede Angela Merkel, ma per i nostri figli”, “L’Italia non fa la cicala”, “Non sarò supino”, “Nessun conflitto né sudditanza con Ue” (queste ultime sono di oggi). Quindi da una parte l’orgoglio e dall’altra la necessità di fare le riforme che portino non solo a realizzare una maggiore efficienza, ma anche a una crescita (e a ridurre la disoccupazione). Ma già la lettura di quasi tutti i giornali tedeschi, il giorno in cui Renzi incontrò la Merkel, la leggevano in modo diverso: ”Renzi spera in una licenza per fare debiti” aveva titolato lo Spiegel online. “Con metodi rudi Matteo Renzi ha preso il potere in Italia – si leggeva nel sottotitolo – Eppure ora nella sua visita di insediamento a Berlino potrebbe essere docile. Alla fine vuole vendere alla cancelliera Merkel una tesi spinosa: il suo Paese dovrebbe fare più debiti, e questo sarebbe un bene per l’Europa”. Poche ore dopo la cancelliera tedesca aveva puntualizzato: “So bene che l’Italia per quel che riguarda il patto di stabilità e di crescita lo rispetterà”.