Ucraina: Slitta l’accordo con l’Ue. Putin, “le sanzioni minano la pace”

VLADIMIR PUTIN

L’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra l’Ucraina e l’Ue è stato rinviato al 31 dicembre 2015. E’ quanto si legge in una nota diffusa a Bruxelles dopo l’incontro trilaterale Ue-Ucraina-Russia.

La Russia aveva minacciato di adottare “adeguate misure protezioniste” e a introdurre dei dazi sulle importazioni di prodotti ucraini se l’accordo di associazione e libero scambio tra Kiev e Unione europea fosse stato ratificato senza tener conto del punto di vista di Mosca. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico russo Alexiei Uliukaiev citato dall’agenzia Ria Novosti. Il ministro si è recato a Bruxelles per un vertice a tre Ue-Kiev-Mosca sull’accordo di associazione, che secondo Putin può costare alla Russia circa 2,10 miliardi di euro.

E proprio il presidente russo in giornata aveva schiacciato a tavoletta il pedale della retorica, affermando che le sanzioni Ue contro la Russia “di fatto rappresentano una minaccia al processo di pace in Ucraina”.  

“Le sanzioni – ha proseguito il leader del Cremlino – non sono mai state efficaci come strumento di politica estera e non portano mai i risultati attesi, danneggiano coloro che vi fanno ricorso e quelle antirusse non sono un’eccezione”. Il presidente russo ha inoltre denunciato che la crisi ucraina “è uno strumento per sconvolgere in qualche modo le relazioni internazionali” e che “l’Ucraina viene usata come un ostaggio” al fine di “rianimare la Nato non tanto come organizzazione militare ma come uno degli elementi chiave della politica estera degli Stati Uniti in modo da consolidare i suoi satelliti”.

Il presidente della commissione Ue Josè Manuel Barroso, in una conferenza stampa a Kiev, ha cercato di spegnere il fuoco delle – prevedibili – polemiche. Col nuovo pacchetto di sanzioni, ha detto, “non vogliamo aggravare la situazione, ma ci sono decisioni che non si possono accettare”. “Abbiamo voluto dimostrare alla Russia e al mondo che ci sono comportamenti che non possono essere accettati”, ha aggiunto, evidenziando che “le porte per il dialogo e il compromesso” con la Russia, restano aperte.

“La tregua – ha sottolineato – è un passo positivo ma insufficiente a garantire una pace duratura“. “Non abbiamo esitato a rispondere al comportamento inaccettabile della Russia approfondendo la pressione” con misure restrittive, ha aggiunto Barroso, ribadendo l’obiettivo di arrivare ad “una soluzione politica al conflitto, basata sulla sovranità dell’Ucraina“.

Un secondo presunto convoglio umanitario russo si trova intanto nella regione di Rostov sul Don, vicino al confine con l’Ucraina. Lo fa sapere il portavoce del ministero delle Emergenze di Mosca Alexander Drobishevski. “Un convoglio di autocarri con aiuti umanitari per gli abitanti del sud-est ucraino è pronto a muoversi – ha detto Drobishevski – e i camion sono stati riempiti”.

Secondo la Russia, i camion trasportano 2.000 tonnellate di aiuti e attendono l’ok di Kiev per partire.

ANSA