Ucraina, Kiev: a Berlino colloqui difficili, serve nuovo incontro

Fotor081884158

Sono stati “difficili” i colloqui di Berlino sulla crisi tra Kiev e Mosca, a cui hanno partecipato i ministri degli esteri di Ucraina e Russia, insieme a quelli di Germania e Francia, terminati nella notte con l’auspicio a tenere un nuovo incontro. “Sono state cinque ore di difficili colloqui, per arrivare a qualche risultato bisognerà vedersi ancora”, ha detto, infatti, su Twitter il ministro ucraino Pavlo Klimkin.

Anche il padrone di casa, Frank Walter Steinmeier, ha parlato di difficili trattative, notando però che il fatto di essersi seduti allo stesso tavolo lascia comunque aperto lo spiraglio per una futura intesa: “Colloqui difficili, ma penso e sperso che su alcuni punti siano stati fatti dei passi avanti”, ha detto Steinmeier. Dopo i rapporti nelle rispettive capitali, oggi o martedì verrà deciso se e come i negoziati proseguiranno. L’obbiettivo è quello di raggiungere in primo luogo una tregua nel Donbass per tamponare l’emergenza umanitaria.

Il convoglio inviato dalla Russia è ancora parcheggiato al confine, bloccato dal duello a distanza tra Mosca e Kiev. Croce Rossa Internazionale e Osce, (Organizzazione per la sicurezza e lo cooperazione in Europa), sono in attesa delle garanzie da entrambi le parti per provvedere alla distribuzione degli aiuti nelle zone del conflitto. La questione del sostegno umanitario non sembra però essere sufficiente all’Ucraina che, da parte sua, ha organizzato propri aiuti, impossibilitati comunque a raggiungere le zone controllate dai ribelli e Klimkin ha chiesto ieri, in un’intervista alla radio tedesca, il supporto militare di Nato ed Unione Europea per far fronte ai separatisti filorussi, affermando che il pericolo di un’invasione russa è sempre presente.

Al di là dei proclami propagandistici e del fatto che Mosca ha sempre negato il proposito di invadere l’ex repubblica sovietica, come ha ribadito per ultimo ancora sabato il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, dopo il presunto sconfinamento di truppe in Ucraina, prosegue senza interruzione l’offensiva delle truppe di Kiev nel Donbass.

L’esercito ucraino è impegnato nella fase, forse decisiva, per dare il colpo finale ai separatisti che negli ultimi giorni hanno perso il controllo di varie città. Nonostante siano riusciti ieri ad abbattere un jet ucraino, i ribelli filorussi non sembrano in grado di resistere ancora a lungo di fronte all’avanzata dell’esercito di Kiev. Nei capoluoghi del sudest la situazione si fa però ogni giorno più drammatica per la popolazione: ieri sono morti dieci civili e a Donetsk, come già a Lugansk, l’acqua comincia a scarseggiare. Il bilancio complessivo delle vittime nel Donbass ha sforato i 2.100 morti.

I separatisti sono arroccati nelle due maggiori città e ormai in pochi altri centri. Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Andrei Lysenko, i ribelli starebbero addirittura per ritirarsi del tutto dalla regione di Donetsk, per spostarsi in quella di Lugansk, più a est, dove controllano la frontiera con la Russia. Gli insorti da parte loro hanno affermato invece di voler continuare a dare battaglia. Alexander Zakharchenko, nuovo leader filorusso dopo che il comando della autonominatasi Repubblica di Donetsk se l’è già data a gambe nei giorni scorsi, ha detto nel fine settimana che i rinforzi, armi e uomini, sarebbero in arrivo.

TMNEWS