Uccide a coltellate la figlia di 18 mesi

AMBULANZA 5

ANCONA Uccide la figlioletta a coltellate, poi chiama la moglie al mare: «Corri, corri, è successo qualcosa di orribile». Terribile tragedia familiare a Collemarino di Ancona, dove un padre «normale, che inseguiva la felicità», come dicono gli amici, ha ucciso in modo orrendo, con tre coltellate, la figlia più piccola di 18 mesi, Alessia nata il 9 febbraio dello scorso anno. Una bambina bellissima, sarebbe stata trucidata nella culla. Qualcuno dei vicini racconta che piangeva spesso, forse piangeva anche ieri quando la mano del padre, inspiegabilmente, le ha tolto la vita sferrandole più fendenti, uno le avrebbe trapassato il piccolo corpicino. L’uomo è stato arrestato per infanticidio. «E’ apparso dissociato, come se non si rendesse conto di ciò che fatto» dice un investigatore. Ora è piantonato in ospedale.
LA RICOSTRUZIONE
Sulle indagini, condotte dal Pm Andrea Laurino, c’è il più stretto riserbo. Alcuni aspetti di questa tragedia non sono ancora chiari. Alla base del gesto di potrebbe essere un raptus di follia, è l’unica spiegazione se si guarda la vita di Luca Giustini, 34 anni, macchinista delle ferroviere, sposato da cinque anni con Sara Bedini, 32 anni, infermiera professionale con un impiego stabile all’ospedale regionale di Torrette, e due bellissime bambine, una di 4 anni e mezzo e Alessia, di appena 18 mesi. «Ha distrutto due famiglie» dicono nel quartiere popolare di Collemarino alla periferia di Ancona. La tragedia poco dopo le 14 di ieri, in un appartamento di una palazzina che ospita anche la caserma dei carabinieri. L’uomo era rimasto solo a casa con la bambina piccola che dormiva, la moglie era uscita per andare al mare con la figlioletta più grande nella vicina Palombina dove la attendeva i parenti per un pomeriggio di relax. E Luca doveva raggiungerli appena Alessia si fosse svegliata. I due erano d’accordo così. Dopo 15 minuti squilla il cellulare di Sara, al telefono è il marito, ha una voce insolita, le dice: «Corri, corri, è successa una cosa orribile». La donna è corsa a casa (dista due chilometri dal mare). E lì si è trovata davanti l’inimmaginabile, la sua bimbetta pugnalata, il cuoricino che ancora batteva. A quel punto la donna, completamente sconvolta, avrebbe chiamato il padre, Roberto, che abita poco lontano e che si è precipitato in via Patrizi, 1. Il nonno avrebbe preso in braccio la piccola, in un lago di sangue, e sarebbe andato incontro all’ambulanza che era appena arrivata di sotto. Sono state scene strazianti, la piccola è morta nell’ambulanza del 118 dopo i disperati tentativi di rianimarla. Questa la prima ricostruzione fatta dai carabinieri, guidati dal colonnello Antonio Amoroso. Ogni particolare è al vaglio degli investigatori, in queste ore si stanno incrociando testimonianze e piccoli dettagli in modo da aver un quadro preciso delle vicenda che presenta ancora molti aspetti oscuri.
Giustini è stato subito catturato dai carabinieri, che lo hanno portato via facendolo passare per il garage, sottraendolo così alla furia dei parenti, ha rischiato il linciaggio. L’uomo è stato arrestato in serata. La casa è stata sequestrata con tutto ciò che c’era dentro, anche il coltello da cucina dell’atroce delitto e ogni altro segreto che possa aver mosso la mano di un padre che su Facebook posa felice con la moglie e le sue bambine. Nessuno dei vicini sa spiegarsi che cosa sia scattato nella mente di Giustini. Nessuno è a conoscenza di tensioni nella coppia, e tutti escludono problemi economici. Qualcuno però, aveva notato che di recente l’uomo appariva stressato, e qualcun altro dice che «la bimba piangeva spesso».

IL MESSAGGERO