Terrore Isis l’ira di Cameron: «Pronti a tutto per fermarli»

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Non musulmani, bensì mostri che vanno sconfitti «costi quel che costi». Sono queste le parole usate dal premier britannico David Cameron sul video dell’uccisione dell’operatore umanitario britannico David Haines, decapitato secondo il macabro rituale già consolidato con i giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff: immagini d’archivio di politici occidentali, stacco, deserto sullo sfondo, ostaggio vestito di arancione inginocchiato e carceriere in nero accanto a lui con un coltello in mano, messaggio di entrambi, stacco, immagini del corpo del prigioniero decapitato, ostaggio designato ad essere ucciso nel prossimo video. Solo che questa volta il filmato non si intola «Un messaggio agli Stati Uniti», bensì «Un messaggio agli alleati degli Stati Uniti», e non si apre con un filmato del presidente americano Barack Obama, ma con l’annuncio di Cameron di armare i peshmerga curdi.
LE FRASI

«Il mio nome è David Cawthorne Haines e vorrei dichiarare che ritengo te, David Cameron, interamente responsabile per la mia esecuzione», recita l’ostaggio seguendo un copione già scritto, dopodiché il militante di Isis, che sembra essere sempre quello identificato da un ex ostaggio francese come «Jihadi John» e non ancora catturato, spiega con il suo spiccato accento londinese che «voi malefici alleati dell’America che continuate a colpire i musulmani iracheni» non fate altro che «accelerare la vostra distruzione» e «trascinare voi e la vostra gente in un’altra guerra sanguinosa e invincibile». Il video dell’uccisione di Haines è giunto dieci giorni dopo quello di Sotloff, che a sua volta seguiva di due settimane il primo, quello di Foley. Un indizio sinistro, che fa pensare ad intervalli sempre più brevi.
«IL PROSSIMO»

Nell’ultimo video, l’ostaggio indicato come la prossima vittima è un altro britannico, anch’esso operatore umanitario, il 47enne Alan Henning, di Manchester. «Il fatto che un cooperatore sia stato rapito, imprigionato e ucciso brutalmente la dice lunga su quali siano i valori di questa organizzazione», ha dichiarato Cameron la termine di una riunione del comitato di emergenza, Cobra, definendo lo scozzese David Haines «un eroe britannico» e spiegando come non abbia senso che Isis «si vanti della sua brutalità e dichiari di agire nel nome dell’Islam», poiché «l’Islam è una religione di pace».
Particolarmente «raccapricciante», per il premier, è il fatto che possa essere un cittadino britannico ad aver compiuto lo «spregevole» assassinio di Haines, padre di due figli e residente in Croazia insieme alla seconda moglie. A pochi giorni dal referendum con cui Edimburgo potrebbe staccarsi dal resto del paese, anche il leader dello Scottish National Party Alex Salmond è intervenuto, parlando di un «atto di inqualificabile barbarie», spiegando che ora «è molto importante tenere le nostre comunità insieme» poiché la «comunità musulmana in Scozia non è responsabile in alcun modo per le atrocità commesse» e appoggiando la linea di Londra di non pagare riscatti per la liberazione degli ostaggi.
Cameron, a questo punto, si trova davanti ad una scelta difficile, e sebbene per ora continui a smentire che ricorrerà all’invio di «truppe sul campo», al temine della riunione del Cobra ha osservato che «non possiamo semplicemente passare oltre se vogliamo tenere questo paese al sicuro»: è necessario «passo dopo passo contenere, smantellare e, infine, distruggere Isis e quello che rappresenta».
LA STRATEGIA

Nella pratica questo significa lavorare con gli alleati americani e europei, ieri anche Obama ha detto al premier che «l’Isis sarà distrutto», ma anche con quelli nella regione, che vivono la minaccia di Isis in maniera diretta ogni giorno, governo iracheno e governo regionale curdo in primis. Da un punto di vista militare, Londra supporterà gli interventi aerei degli Stati Uniti e la RAF continuerà a dispensare aiuti umanitari. Ma, come Londra sa bene, non è una guerra lontana e il rischio di attentati in Occidente esiste. «Spetta al governo e a ciascuno di noi espellere il veleno dalla nostra società e estirpare questa ideologia distorta che sta radicalizzando alcuni dei nostri giovani», ha concluso Cameron.

Il Messaggero