Tennis, Pennetta batte Radwanska in 2 set e vince a Indian Wells

Flavia Pennetta

La vita (ri)comincia a 32 anni, e non smette mai di sorprenderti. «Se me l’avessero detto alla vigilia del torneo, non ci avrei creduto…». La regina di Indian Wells è italiana, del Sud come specificano i giornalisti americani ammaliati dal fascino mediterraneo di una mora che spacca, si erano addentrati nel deserto della California per raccontare il successo di una cinese, una russa o una polacca e invece si ritrovano al cospetto di Flavia Pennetta,from Brindisi, Italy, con furore.

La finale

La finale contro la polacca Agnetszka Radwanska, numero 3 del ranking mondiale depotenziata da un infortunio al ginocchio, è una formalità che Flavia sbriga in due set (6-2 6-1) in poco più di un’ora, la credibilità di questo successo era stata costruita strada facendo, eliminando Stosur, Giorgi, Stephens e soprattutto Li Na, cinese di ferro e di sostanza, la nuova Flavia non ha confini né timori reverenziali, aggredisce e non subisce, con la forza dell’età e della maturità si prende ciò che vuole.

 

La decima dopo tre anni di attesa

Indian Wells è il titolo (il decimo della carriera) più bello e prestigioso, secondo solo alle quattro prove dello Slam ed è per questo che il trionfo di Flavia, nella gigantesca storia minima del nostro tennis, si piazza dietro al Roland Garros di Francesca Schiavone (2010) e davanti a tutto il resto, e la vicenda assume contorni ancora più incredibili se si pensa che un anno esatto fa, a quest’ora, la Penna ruminava serissimi pensieri di ritiro, di famiglia, di vita casalinga dopo un’esistenza da globetrotter.

 

«Uno dei miei migliori tornei»

Ecco perché fa fatica a crederci, anche se Fabio Fognini, numero uno d’Italia e amico molto speciale al suo angolo, la riporta alla realtà rovesciandole in testa una bottiglietta d’acqua, gavettone improvvisato nell’italian party che anima il centrale, tra coriandoli e bollicine. “Non so cosa dire, sono molto contenta. Oggi era il mio giorno, il mio momento, questo è uno dei tornei più prestigiosi e io ringrazio chi mi è sempre vicino: l’allenatore, il preparatore fisico e…Fabio” dice lei, da lunedì nuova numero 12 del mondo (dopo essere stata la prima azzurra, agosto 2010, a sfondare la barriera delle top-10), stupita e stuporosa e chissà cos’altro. Soprattutto, felice.