Tasi e Imu, ultime ore per pagare

TASSE IMU 2

Ultime ore per pagare la Tasi nei Comuni che hanno deliberato in materia e l’Imu (sugli immobili diversi dall’abitazione principale) in tutti gli altri. La scadenza è oggi, 16 giugno: dunque con un po’ di affanno i ritardatari possono fare il proprio dovere alle Poste o in banca, o anche da casa propria con un sistema di banking on line. Vediamo allora tutto quello che c’è da sapere, ricordando che data la confusione che ha accompagnato questo passaggio, il ministero dell’Economia ha fatto sapere di voler usare la mano leggera nei confronti degli errori formali. 
Il pagamento dell’acconto della Tasi, tassa sui servizi indivisibili, è dovuto nei Comuni che entro lo scorso 23 maggio hanno approvato le delibere sulle relative aliquote e detrazioni. L’elenco si può controllare sul sito del Dipartimento delle Finanze, www.finanze.it. In tutto sono circa 2.000, che comprendono però circa la metà dei capoluoghi di Provincia. Mancano le due città principali, Roma e Milano, che come le altre amministrazioni ritardatarie chiameranno i propri cittadini a versare la prima rata entro il 16 ottobre (per la verità ci sono anche Comuni che hanno stabilito autonomamente scadenze diverse rispetto a quella del 16 giugno). La Tasi può essere pagata con bollettino postale oppure con modello F24 bancario (nell’apposita sezione “Imu e altri tributi locali”). Andranno indicati i codici tributo appositamente istituiti: i principali sono il 3958 per l’abitazione principale e il 3961 per la tipologia degli “altri fabbricati”. E come di consueto andranno inserite le informazioni sul numero di immobili e sulla rata che in questo caso è quella di acconto.
COME FARE I CALCOLI
L’importo dovuto va calcolato a partire dalla stessa base imponibile dell’Imu, ossia la rendita catastale rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per 160 (dunque di fatto moltiplicata per 168). A questo valore si applica l’aliquota, che è l’1 per mille ma che i Comuni possono aver portato più in alto (fino ad un massimo del 3,3 per mille nel caso dell’abitazione principale). Dall’importo ottenuto va sottratta l’eventuale detrazione spettante, fissata dai vari Comuni spesso in misura variabile in relazione agli stessi valori catastali o anche – in alcuni casi – al reddito degli interessati. A volte si tratta quindi di un calcolo non particolarmente facile: va detto che spesso gli stessi Comuni hanno previsto sui propri siti apposite pagine sulle quali eseguirlo in modo automatico, arrivando anche alla stampa del modello F24. In ogni caso il ministero dell’Economia ha reso noto che – come già avvenuto in passato e come previsto dallo Statuto del contribuente – la situazione di «incertezza legislativa» porterà l’amministrazione fiscale a non applicare sanzioni e interessi in caso di errori formali. Lo stesso modello F24 con cui si paga la Tasi potrà essere usato per pagare acconto Imu, che a differenza della Tasi scade oggi in tutti i Comuni ma non è dovuto per l’abitazione principale (salvo quelle di lusso). Naturalmente ogni tributo andrà indicato su una riga diversa con il proprio codice (quello per l’Imu altri immobili è 3918). Infine il 16 giugno è anche la scadenza prevista per il versamento da parte dei contribuenti che presentano il modello Unico: ma per quelli interessati dagli studi di settore il termine è stato spostato al 7 luglio.

Il Messaggero