Strage di migranti in fuga dalla Libia

IMMIGRATI

Nuova strage della disperazione al largo delle coste orientali, davanti alla Libia. Un’imbarcazione carica di migranti è affondata martedì a Garabulli, a 50 km a est di Tripoli e secondo quanto riferito dalle autorità libiche «ancora oggi si continuano a ritrovare sulle coste oggetti e bagagli». Al momento il bilancio delle vittime è di almeno quaranta morti, tra cui donne e bambini. «I soccorsi sono riusciti a salvare finora 51 persone», ha detto Rami Kaal, portavoce del ministero dell’Interno, ma secondo le testimonianze dei sopravvissuti «a bordo della barca viaggiavano 130 persone». L’ipotesi, molto concreta, è che il barcone potesse essere diretto proprio in Italia.
LE ROTTE

A causa dei suoi confini con i vicini dell’Africa subsahariana e la sua prossimità a Malta e all’Italia, la Libia è diventata ormai punto di transito per tutti quelli del continente che vogliono raggiungere l’Europa. Lo scorso 29 aprile il direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, Giovanni Pinto, ascoltato in audizione dalle commissioni Difesa ed Esteri riunite del Senato, aveva parlato di 800mila persone «se non di più», che potrebbero partire dalle coste dell’Africa verso l’Europa. Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi aveva affermato che «il 96% degli immigrati che arrivano in Italia partono dalla Libia», annunciando di aver chiesto alle Nazioni Unite di prendere «l’impegno di un inviato speciale in Libia», anche con lo scopo di «evitare che gli scafisti siano i proprietari delle coste».
Sul problema dei viaggi dei migranti in mare ieri Tripoli ha fatto sapere che se l’Unione europea non farà di più per sostenere la Libia nella gestione dei migranti che usano il paese come punto di transito verso l’Europa, il governo libico li aiuterà nel loro viaggio illegale. «L’assistenza dell’Ue, afferma il ministro dell’Interno libico Saleh Maziq – permetterebbe al Paese di fermare i migranti che arrivano illegalmente dalle nazioni sub sahariane, diretti in Europa».
SBARCHI A TARANTO

Ieri mattina la Nave Aliseo della Marina militare ha attraccato al porto mercantile di Taranto per far sbarcare circa 380 dei 1600 migranti salvati nello Stretto di Sicilia nell’ambito della missione «Mare nostrum». I migranti sono stati ospitati in due strutture comunali: il palazzetto Ricciardi e l’ex scuola Martellotta. E proprio all’esterno della scuola esplosa una contestazione da parte di alcuni genitori dei bambini dell’asilo attiguo. Il sindaco di Taranto Ippazio Stefano ha rassicurato i manifestanti sulla temporanea collocazione dei migranti e le stesse persone che avevano protestato hanno poi portato cibo, indumenti e giocattoli ai bambini ospitati nel centro di accoglienza. 
Sul tema è intervenuto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ieri a Bari per un incontro elettorale di Ncd-Udc: «L’Italia è un Paese accogliente ma non si può pensare di accogliere tutti i migranti, o l’Ue ci aiuta a difendere la frontiere del Mediterraneo oppure accompagneremo tutti quelli che vogliono andare in Germania o in Olanda, visto che per molti di loro l’Italia è solo un Paese d’ingresso e di transito». 

Il Messaggero