«Spegnete le sigarette»: pestato a sangue nel vagone della metro

metro_stazione_bologna

Si chiamano Antonio Senneca, 25 anni, e Luigi Riccitiello, di 27, i due ragazzi originari della provincia di Caserta arrestati domenica pomeriggio dalla polizia per la selvaggia aggressione a un passeggero della metropolitana di 37 anni, pestato su un treno della linea B diretta a Rebibbia all’altezza della stazione Bologna. Il giovane aveva chiesto ai picchiatori e ai loro amici (un altro ragazzo e la fidanzata) di smettere di fumare nel vagone perché è vietato e perché dava fastidio alla madre che si trovava con lui. Tanto è bastato per scatenare la lora furia. I due sono accusati di tentato omicidio e quando sono stati bloccati dagli agenti del commissariato Porta Pia, già sulle loro tracce dopo averli riconosciuti dalle riprese della videosorveglianza perché con precedenti, hanno anche opposto resistenza.

Gli aggressori riconosciuti
La vittima è ricoverata in prognosi riservata al policlinico Umberto I con fratture craniche, ma non ha mai perso conoscenza. Lunedì pomeriggio il 37enne è stato sottoposto a un intervento chirurgico: i medici sono ottimisti. La madre, di 60 anni, che aveva cercato di fare da scudo al figlio, è stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi. In un primo momento il 37enne era stato portato in ospedale in codice giallo ma solo al pronto soccorso si è capito quanto fosse grave. La mamma e il figlio, di Tivoli, erano saliti sulla metro a Termini: dopo il pestaggio sono stati entrambi in grado di descrivere gli aggressori e poi di riconoscerli.

Il testimone
Secondo un testimone, che ha raccontato il pestaggio su Facebook, di aggressori ce n’era uno in più: «Questo pomeriggio (domenica, ndr) alle 15.20 un gruppo di tre facinorosi, già oggetto di attenzione da parte della polizia alla stazione Termini, si è messo a fumare a bordo del treno, che era abbastanza affollato. All’altezza della stazione Bologna un ragazzo li ha invitati a smettere. Per tutta risposta uno di loro gli ha tirato la sigaretta in faccia e in gruppo lo hanno violentemente malmenato. Immediatamente è scattato il panico generale: gente che urlava e scappava, quasi tutti sono scesi di corsa dal treno, anche dai vagoni più in fondo. Nel frattempo gli aggressori fuggivano indisturbati».

«L’ho visto a terra, tremava come una foglia»
Il racconto del testimone prosegue: «Ho immediatamente allertato il 112 e, raggiungendo il vagone incriminato (ero in uno più indietro), ho visto il ragazzo a terra in stato di shock, che tremava come una foglia e mi guardava senza riuscire a rispondere alle domande. In testa aveva un vistoso ematoma, motivo per cui ho richiesto anche l’intervento del 118. Vicino a lui una donna in lacrime, che era finita in mezzo al pestaggio, a quanto riferitomi. Anche lei in stato confusionale. I due sono poi scesi e hanno atteso in banchina l’arrivo dei soccorsi. La gente è risalita sul treno, che è ripartito dopo circa 10/15 minuti di fermo».

«Un ragazzo coraggioso
«Tanta rabbia per l’accaduto – conclude il testimone su Fb -, difficile affermare che si poteva fare qualcosa per prevenire l’episodio, ma l’impressione generale (non solo mia) è stata che si possa ancora migliorare un pochino la sicurezza. Di certo va un sentito plauso e un ringraziamento al coraggioso ragazzo, che ha affrontato senza indugio e senza timore la situazione. Ce ne fossero di più di persone così in giro!».

Corriere della Sera