Silvio soddisfatto a metà «Un’onta la rieducazione»

SILVIO BERLUSCONI

A Silvio Berlusconi la notizia del verdetto del Tribunale di Milano arriva a Palazzo Grazioli, mentre è al lavoro sulle liste e sul programma per le Europee. Al suo fianco, in quel momento, Amedeo Laboccetta, ex parlamentare del Pdl arrivato a Roma «per manifestargli solidarietà in un momento particolare della sua vita». L’ho trovato motivato a proseguire la sua missione politica, non certo come uno intenzionato a uscire di scena» spoegherà più tardi Laboccetta.

In realtà per tutta la giornata l’animo dell’ex premier è stato diviso a metà. Da un lato il sospiro di sollievo per la sopravvissuta «agibilità politica» in vista delle Europee, con la possibilità di muoversi tra Roma e Milano e di presenziare persino a dei comizi, seppure con l’obbligo di «rincasare» entro le 23. «Se Dio mi darà la forza – dice ai fedelissimi – continuerò a combattere la mia battaglia di libertà, perché credo di poter dare ancora molto a questo paese».

Dall’altro lato, però, Berlusconi è rimasto molto sconcertato dall’affidamento ai servizi sociali. È la parola «riabilitazione» a non andargli giù, la considera «un’onta» per un leader come lui che ha rappresentato per anni il Paese sulla scena internazionale. Ed è sobbalzato sulla sedia quando ha letto i passaggi del dispositivo del Tribunale di sorveglianza di Milano nei quali si allude alla sua «pericolosità sociale» e alla presunta ammissione di colpa dedotta dal pagamento delle spese processuali e dalla disponibilità all’affidamento.

Per tutto il giorno Berlusconi è tentato dall’intervenire pubblicamente per gridare la sua rabbia, anche relativamente a quel divieto di attaccare la magistratura che secondo lui rappresenta un chiaro attanentato al diritto costituzionale di critica. Se alla fine sceglie ancora una volta il silenzio è per due motivi: innanzitutto per le pressioni degli uomini a lui più vicini, che continuano a ripetergli che «meglio di così non poteva andare». E lo spiegano anche in pubblico: «Avevamo chiesto che il nostro presidente Berlusconi potesse rappresentare milioni di moderati che credono in lui da vent’anni, e così mi pare che sia» dice il consigliere Giovanni Toti.

In secondo luogo, perché ieri a Palazzo Grazioli il lavoro per le liste ha preso quasi tutto il tempo a disposizione. A ora di pranzo hanno varcato i cancelli di via del Plebiscito lo stesso Toti, Verdini, i capigruppo, Ghedini e Altero Matteoli. Sul tavolo gli ultimi ritocchi agli elenchi che andranno ufficializzati entro le 16 di oggi e che saranno presentati proprio da Berlusconi domani alle 16 in una conferenza stampa nella sede del partito in piazza San Lorenzo in Lucina. La prima volta che l’ex premier farà sentire la sua voce ufficialmente dopo diversi giorni di silenzio.

Intanto, la pena «morbida» comminatagli dai giudici ha scongiurato particolari colpi di scena nella corsa per Strasburgo. I capilista sono tutti confermati: Giovanni Toti al NordOvest, Elisabetta Gardini al NordEst, Antonio Tajani al Centro, Raffaele Fitto al Sud e Gianfranco Miccichè nelle Isole. Confermati tutti gli europarlamentari uscenti, «ci saranno molti giovani e donne, con una quota anche superiore al 40%», assicurano in via del Plebiscito. Tra le new entry, si parla con insistenza del manager Mattia Malgara (figlio di Giulio, inventore della Chiari e Forti) nella circoscrizione NordEst. Al Centro dovrebbe correre l’ex parlamentare Melania Rizzoli, mentre al sud sarebbe in pista Daniela Garofalo, regina dei confetti del logo «Maxtris».

Dopo il no definitivo di Mara Carfagna, a far compagnia a Fitto nella circoscrizione Sud ci saranno Raffaele Baldassarre (fedelissimo dell’ex ministro pugliese), Alessandro Cecchi Paone e Fulvio Martusciello. Confermato anche Clemente Mastella. Al Nord-Est spazio anche all’imprenditore Giampiero Samorì e al chirurgo estetico Paolo Gottarelli. Nelle Isole ci sarà anche il sardo Salvatore Cicu. Ancora da definire, invece, la questione riguardante Claudio Scajola, che vorrebbe correre al NordOvest ma avrebbe incontrato l’opposizione di Toti e dello stesso Berlusconi.

IL TEMPO