Sì al ricorso, de Magistris torna sindaco

Trasmissione Porta a Porta

ROMA Luigi de Magistris torna sindaco di Napoli per decisione del Tar campano, e la legge Severino finisce alla Corte costituzionale. Ieri la pronuncia della prima sezione del Tribunale amministrativo, presieduto da Cesare Mastrocola, sul ricorso presentato dal sindaco sospeso in conseguenza di una condanna in primo grado per fatti risalenti all’inchiesta “Why not”, così come previsto dalla legge anticorruzione: i giudici amministrativi hanno deciso all’unanimità di inviare gli atti alla Consulta per non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 11 del decreto legislativo 235 (sulla sospensione e la decadenza di diritto degli amministratori locali in condizione di incandidabilità) e, in relazione all’articolo 10 (che disciplina i motivi di incandidabilità alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali), «perché la sua applicazione retroattiva si pone in contrasto con gli articoli 2, 4, 51 e 97 della Costituzione», è scritto nelle motivazioni del provvedimento. «Posso dire solo che abbiamo fatto una fatica enorme, considerata la complessità del quesito», ha spiegato Mastrocola che, relatore Paolo Corciulo e giudice a latere Carlo Dell’Olio, ha emesso la sentenza, sospendendo anche l’efficacia del provvedimento con cui il prefetto aveva congelato l’incarico del primo cittadino partenopeo.
LE REAZIONI
A Palazzo San Giacomo la notizia è stata accolta con un applauso, negli uffici del primo cittadino, ritornato nel pieno delle sue funzioni. «Sono emozionato. Continuerò a fare il sindaco di strada, come in quest’ultimo mese: un’esperienza che mi ha molto rigenerato e che rappresenterà una svolta nel mio modo di fare il sindaco nei prossimi mesi. Meglio stare tra la gente che a palazzo», ha commentato de Magistris che ora immagina di allargare la sua risicata maggioranza, senza però dimenticare «chi ha continuato a chiedere le mie dimissioni», riferendosi prima di tutto al Pd: «La mia decisione di non mollare è scaturita sia dall’affetto che mi ha dimostrato la gente, sia dalla compattezza di tutto il sistema politico che voleva le mie dimissioni. Ora dico al ministro dell’Interno Alfano di darci i soldi che ci spettano per l’approvazione del piano di riequilibrio, almeno con la stessa rapidità con cui è arrivata la mia sospensione». Come pure de Magistris ha sollecitato «che si riapra il dibattito sulla legge Severino».
GLI AZZURRI
Un punto che sta molto a cuore anche a Forza Italia, per cui la decisione del Tar apre una falla nell’ordinamento. «La legge Severino viene interpretata come un Giano bifronte: sortisce effetti irreversibili se il suo destinatario si chiama Silvio Berlusconi; solleva invece dubbi di costituzionalità se deve essere applicata al sindaco “arancione” di Napoli», ha dichiarato la vicepresidente dei deputati azzurri Mariastella Gelmini, annunciando che i forzisti torneranno «a battersi nelle sedi parlamentari perché sia cancellato quello che consideriamo da sempre un vulnus alla democrazia». Sulla costituzionalità della legge Severino, interviene anche Maurizio Gasparri, sostenendo che, nei confronti di Berlusconi, «è stato commesso un abuso».

IL MESSAGGERO