Seedorf: “Ho la coscienza a posto. Le banane? Applausi a Constant e De Jong”

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“Quello che ha tirato la banana in campo si meriterebbe il lancio di una noce di cocco; ha rovinato una grande pomeriggio” ha detto Stefano Colantuono dopo la vittoria dell’Atalanta sul Milan. Clarence Seedorf è allibito. Non solo per il risultato: “Non so, io posso solo fare i complimenti ai miei ragazzi che hanno continuato a giocare. Speriamo che scoprano il colpevole e facciano quello che devono fare”. Anche se Constant, il destinatario del lancio, ha sdrammatizzato chiedendo a Rizzoli: “Posso mangiarla?”.
L’ANALISI — Brucia la sconfitta arrivata al 96′. “Sì, pesa tanto, eravamo venuto qui per vincere. Ci siamo andati vicino. Solo applausi al Milan”. Poi le valutazioni tattiche: “Il rigore potevamo evitarlo; in quell’azione abbiamo sbagliato; nella ripresa abbiamo sistemato la fase offensiva e abbiamo messo in difficoltà l’Atalanta.
HONDA E GALLIANI — “La scelta di Honda? Taarabt era stanco. Avevamo la possibilità di verticalizzare con Honda, ma non siamo riusciti a sfruttare la mossa per la disposizione in campo dell’Atalanta”. A Seedorf poi mostrano il labiale di Adriano Gallliani che dice al figlio in tribuna, all’inizio della gara, il perché del giapponese in campo:, ovvero, “non lo so, è ma….”. Matto? Seedorf glissa e preferisce esaltare la lunga rincorsa del Milan: “Quando sono arrivato nessuno si sarebbe mai immaginato un recupero simile. Davanti a noi c’era una marea. Cercheremo di finire contro il Sassuolo al meglio con la speranza che accada qualcosa a Torino”.
COSCIENZA A POSTO — Sulla sua esperienza al Milan come allenatore poche parole: “Non ho valutazioni da fare, sto finendo la stagione: è l’unica cosa che conta, poi ci sarà tempo per valutare. Ho la coscienza molto tranquilla, perché sto facendo bene. Vogliamo finire bene”.
TERZI — Il Milan di Seedorf, dal suo avvento, sarebbe terzo in classifica, ma l’olandese non si esalta: “Ciò che conta è continuare così e dare spettacolo domenica prossima a San Siro davanti al nostro pubblico”.
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