Pensioni, Padoan: “Fra pochi giorni la soluzione”

Padoan

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, è a palazzo Chigi per un incontro con il premier Matteo Renzi sulla questione delle pensioni. Il ministro riferirà martedì prossimo in Parlamento sulla vicenda. Sarà ascoltato dalle commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato.

La ricerca di una soluzione. “Ho comunicato ai commissari l’intenzione del governo” di chiudere la questione il più presto possibile. “Stiamo lavorando e sto andando a Roma per partecipare a una riunione con i tecnici del ministero” e poi “con il presidente del Consiglio”, per trovare “una soluzione che minimizzi l’impatto sulla finanza pubblica e permetta di rispettare tutti i parametri”, ha fatto sapere in conferenza stampa da Bruxelles, dopo aver partecipato all’Ecofin. Il provvedimento sulle pensioni, ovvero l’intervento per dare seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dell’indicizzazione al costo della vita deciso a suo tempo dal governo Monti, “arriverà tra pochi giorni”. Intanto, preso atto dell’impegno del governo a non toccare i saldi, domani Bruxelles nelle raccomandazioni specifiche sui paesi promuoverà il Def italiano. “È ovvio che se in futuro dovessero subentrare modifiche agli impegni di bilancio, Roma dovrà rinegoziare l’intero programma, clausole per le riforme incluse.

Saldi intoccabili e gradualità dell’intervento, i punti fermi del decreto. L’idea sarebbe quella di prevedere un intervento organico nel dl, non misure-tampone, probabilmente giocato su due tempi: il rimborso per gli assegni più bassi, scaglionata in tappe per rendere meno gravoso l’impatto immediato sui conti. E poi rimandare all’autunno con la legge di stabilità le coperture a regime per il 2016 e 2017. Il decreto sulle pensioni arriverà in settimana. Padoan ha parlato di una soluzione che sarà in armonia con i dettami della sentenza della Corte costituzionale e che rispetterà i parametri che stanno già nel Def, e dunque asticella del deficit/pil 2015 ferma al 2,6%”. Il Cdm chiamato a varare il dl è atteso per venerdì, ma ancora non è stato annunciato ufficialmente.

No interventi in deficit e possibile aumento delle tasse. Escludendo dunque interventi in deficit, la coperta appare cortissima. Il tutto a fronte di rimborsi che dovrebbero oscillare almeno tra i 4 e i 5 miliardi (ben lontani dai 19 mld necessari per accontentare tutti i circa 6 milioni di pensionati dal 2012 in avanti). Sul tavolo ci sarebbe il tesoretto da 1,6 mld recuperato dal differenziale tra deficit programmatico e deficit tendenziale del Def. Troppo poco anche per un intervento selettivo, giocato su gradualità e tetto, cioè escludendo le pensioni oltre una certa soglia. Si potrebbe dunque puntare a maggiori entrate tributarie attese nel 2015. Un’altra carta che il governo potrebbe giocarsi per reperire le risorse è l’allineamento tra pensioni e contributi realmente versati o prevedere un contributo di solidarietà per le pensioni d’oro. Per il 2016 e 2017 si rimanderebbe lo scioglimento della matassa all’ex Finanziaria il prossimo autunno, ma appare scontato che se non si trovassero le coperture, si dovrebbe ricorrere a tagli della spesa pubblica, di cui però oltre 7 mld sarebbero già impegnati per disinnescare le clausole di salvaguardia.

Sulla Tobin Tax possibile accordo a 11. Padoan ha infine parlato della tassazione sulle transazioni finanziarie: “Se le discussioni proseguono con la velocità attuale un accordo è possibile entro l’anno. Si tratta di trovare l’equilibrio tra i principi di emissione dei titoli e di residenza cercando di mettere insieme gli aspetti positivi dei due elementi”. Si lavora all’estensione della base imponibile, dalla tassazione saranno esclusi i titoli di stato mentre si sta negoziando alla definizione dei derivati da includere nell’operazione. “Nel G11 c’è una forte convergenza”, secondo Padoan.

IL TEMPO