Sbarchi, l’Italia punta sull’Onu: lunedì il vertice con Ban Ki-moon

barcone

ROMA A Bruxelles si è fatto «un passo in avanti ma la strada è ancora lunga. Da ieri c’è che non è un problema solo dell’Italia e di Malta ma ciò che accade nel Mediterraneo riguarda tutti. Poi certo ogni leader risponde alla sua opinione pubblica ma si è ottenuto già qualcosa.
LAVORARE
Nei prossimi mesi si deciderà come allocare i profughi e per la prima volta si dice che i nostri fratelli non muoiono per caso ma perché schiavi di racket che altro non è che lo schiavismo dei tempi moderni». Il giorno dopo il consiglio europeo straordinario sull’immigrazione, Matteo Renzi traccia in tv un bilancio positivo seppur condizionato alla reale applicazione delle misure decise dai Ventotto. «C’è ancora da lavorare molto». «Nei prossimi due mesi – sostiene Renzi – la Commissione dovrà decidere come riallocare queste persone».
A sollecitare l’Europa affinché prenda iniziative in favore dei popoli africani, è anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Vogliamo che l’Europa democratica, protagonista settant’anni or sono nella lotta contro i responsabili dei peggiori crimini contro l’umanità, sappia rendersi consapevole oggi della propria responsabilità storica, e sia artefice di una iniziativa politica nuova verso i paesi dell’Africa e del Medio Oriente».
La sintonia tra Quirinale e palazzo Chigi è totale. Il presidente del Consiglio, parlando in tv ad ”Otto e Mezzo”, annuncia anche che lunedì porterà su un elicottero e sulla nave San Giusto il segretario generale dell’Onu, «Ban Ki-Moon per fargli vedere plasticamente cosa sta facendo» l’Italia nel Mediterraneo e per dare il senso di vicinanza a ciò che sta facendo l’Italia».
VOLONTA’
Il via libera delle Nazioni Unite alle operazioni di polizia, necessarie per distruggere i barconi, ha infatti bisogno della copertura del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e martedì l’Alto commissario Federica Mogherini, sarà a New York – su mandato del Consiglio Europeo – proprio per cercare una copertura giuridica internazionale alla volontà europea di spezzare sul nascere la tratta di esseri umani. Il via libera dell’Onu, chiesto ieri l’altro a Bruxelles da tutti e Ventotto i paesi dell’Unione, rappresenta per l’Italia il maggior successo ottenuto – oltre al triplicare dei fondi per la missione Triton – anche se il premier resta cauto perché «i problemi storici non si risolvono con un tweet».
Il presidente del Consiglio spera anche che l’iniziativa assunta dall’Europa spinga le tribù libiche a trovare un accordo in modo da evitare che le azioni di polizia sul territorio libico avvengano in maniera unilaterale da parte dei Ventotto. A sollecitare l’ombrello delle Nazioni Unite è anche l’ambasciata libica a Roma che sostiene «gli impegni del governo italiano e dell’Ue nel cercare soluzioni e rimedi più radicati in questa fase cruciale di cambiamento, sia politico che sociale, nei Paesi d’origine». «Occorre muoversi in un quadro di legalità internazionale», ripete Renzi che continua a tenere alta «la consapevolezza che l’Europa ha assunto per la prima volta».
E’ proprio da Bruxelles che si rilancia il compito della missione Triton. Ieri sera la portavoce della Commissione europea con delega all’immigrazione ha spiegato che «l’area di intervento dovrà essere estesa». Ovvero le navi «potranno spingersi oltre le trenta miglia» e possono partecipare a operazioni di salvataggio».

IL MESSAGGERO