Roma, si dimette l’assessore Improta: “Lunedì già sarò un privato cittadino”

IMPROTA

Si dimette l’assessore capitolino alla Mobilità Guido Improta. “Una scelta personale”, taglia corto l’assessore, che, ai cronisti che gli chiedono se sarà presente lunedì all’apertura delle sei stazioni della metro C, risponde: “Io spero di sì, non so se da privato cittadino”.

Insomma, non sono ancora certi i tempi e i modi con i quali le dimissioni verranno formalizzate, ma Improta sembra irremovibile: ”Sono a disposizione per gestire al meglio, senza creare problemi a nessuno, la mia uscita dalla Giunta”, ha spiegato, ammettendo che ”c’è un momento di riflessione più complessivo sulla situazione politica del Comune” e che “in questo momento di riflessione si inserisce la mia scelta personale che, però, era nota a chi di dovere sin dall’inizio del mio incarico”.

“In questi due anni sono state fatte tante cose e abbiamo lasciato una prospettiva strategica che mancava da 16 anni – ha sottolineato l’assessore rivendicando il buon lavoro fatto con la giunta Marino – Questa è una città nella quale si decidevano le fermate in funzione dei voti che si potevano prendere. Abbiamo fatto cose importanti, innovative e significative”.

In attesa della relazione del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, e mentre il commissario del Pd romano Matteo Orfini viene messo sotto scorta per ragioni di sicurezza, si profila un rimpasto di giunta dunque in Campidoglio, dove Marino è deciso a non mollare e, anzi, a restare in sella “fino al 2023”.

Sul tema, in Campidoglio, è in corso un incontro tra il sindaco e i consiglieri di maggioranza in diretta streaming.

“Sono il meno attaccato alla poltrona, perché la mia è una poltrona scomodissima”, ha detto Marino nel corso della riunione, aggiungendo di avere “tante pressioni dalla città ad andare avanti”.

“Io voglio vedere visi sorridenti e persone che ci credono, perché noi dobbiamo stringere un patto con la città, che deve sentire che noi abbiamo la determinazione per farlo”, ha aggiunto il sindaco, spronando i consiglieri di maggioranza ad “alzarsi la mattina con il sorriso, con l’idea che cambieremo qualcosa, e ad andare a letto consapevoli di aver messo una tessera nuova del mosaico quel giorno”.

Il primo cittadino, ‘bersagliato’ nelle ultime ore da richieste di dimissioni dopo l’inchiesta che ha travolto diversi esponenti del Pd romano, ha ribadito che la giunta “deve andare avanti perché noi non siamo stati eletti dai capibastone ma dal popolo”. “Dobbiamo sentirci l’orgoglio addosso di essere la classe dirigente della Capitale d’Italia”, ha concluso Marino, aggiungendo: “Io credo tanto in voi e credo che abbiamo una squadra straordinaria che deve solo fare lo sforzo di lavorare di più come squadra”.

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