Roma Partenza bollente

Roma Nazionale Indonesiana U"£ a Rieti

«Paura? Di niente». Garcia tiene stretto tra le mani il timone, pronto a iniziare una nuova crociera in acque agitate. Almeno ci prova: la Roma riparte stasera con tanta speranza di far meglio dell’anno scorso – quindi di vincere – ma al momento, paradossalmente, lo fa con qualche certezza in meno.

Colpa di un mercato infinito, dell’inarrestabile altalena di umori di un ambiente che un giorno ti esalta e quello dopo rimette tutto in discussione. A Trigoria, a forza di accusare il mal di mare, si sono convinti da tempo: è questo l’avversario più grande della Roma. Garcia sembra condividere. «Sembra che siamo passati dall’euforia dell’inizio della preparazione – ricorda il tecnico – in cui si diceva che avevamo già vinto lo scudetto, a pensieri più negativi in questi ultimi giorni. Certo, abbiamo problemi, ma tutte le squadre in questo momento ne hanno. Noi però non possiamo andare dietro gli umori della piazza, dobbiamo tenere la barra dritta su una certezza: la forza del nostro gruppo».

Il realismo misto a fiducia non nasconde i timori inevitabili di un debutto che non sarà affatto semplice: arriva la Fiorentina di Montella, che prima o poi una rivincita dovrà prendersela. Oltre alla forza dell’avversario, Rudi sa che la Roma non è ancora brillante: la tournée immediata negli States l’avrebbe evitata volentieri, come tutti i suoi colleghi. «Nessuno sa se una squadra è pronta per il campionato – spiega – con la Fiorentina avremo subito una risposta sul campo. Noi dobbiamo solo vincere».

La solita medicina, insomma: fare punti intanto, e poi tutto il resto si potrà sistemare di conseguenza. «Quest’anno sarà più difficile – riconosce Garcia – ma avremo anche un’opportunità fantastica di poter lottare per il vertice. La Juventus? Non ha venduto nessuno, e ha preso Morata ed Evra: questa cosa dice tutto sul loro valore. Spero che al vertice ci sia una lotta con più di due squadre, ma con noi che finiamo almeno in Champions a fine stagione». Come a dire: il secondo posto, stavolta è l’obiettivo minimo.

La reale scala di valori del campionato si potrà avere soltanto lunedì sera, quando le trattative saranno finite per tutti. «Trovo assurdo che si giochi con il mercato ancora aperto – l’accusa dell’allenatore – ma per me non è complicare preparare l’esordio. Anzi è tutto facile, perché il gruppo non vede l’ora di iniziare».

Detto che Sabatini è tutt’altro che «tranquillo» e ieri ha preso un altro terzino, il tecnico sembra soddisfatto della rosa nonostante l’addio di Benatia e i ritardi nei recuperi di Strootman e Maicon. Tre leader in meno, «ma non farò mai paragoni tra la squadra dell’anno scorso e quella di oggi. È una storia nuova, con nuovi giocatori. Abbiamo una rosa più ampia, almeno due soluzioni per ruolo, e sono più tranquillo». Non mancano i dubbi nella prima formazione. Manolas subito nella mischia o De Rossi difensore centrale? Aspettando Holebas chi gioca a sinistra? E davanti la Roma può permettersi un tridente «puro» Iturbe-Totti-Gervinho oppure è meglio inserire Florenzi? A Garcia alcune delle risposte. «Manolas dice di essere pronto – afferma Garcia – ma non gioca da tre settimane e non ho ancora deciso se schierarlo». Qualora andasse in panchina, coppia De Rossi-Astori e spazio a Keita a centrocampo.«Iturbe – aggiunge il tecnico – è un talento immenso, deve mantenere la sua creatività ma sapere anche che ci sono degli atteggiamenti difensivi». E Destro? «È un ragazzo sottovalutato sotto il profilo tecnico e umano. Il presidente Pallotta ha detto qualcosa di positivo (che resterà, ndr), io già lo sapevo dall’inizio».

Tocca ora ai tifosi sostenerlo. Oggi si presenteranno in almeno quarantamila, compreso un migliaio di fiorentini da controllare a vista: studiato ieri in Questura il piano, dopo la terribile finale di Coppa Italia giocata tre mesi fa all’Olimpico la tensione resta massima. Sui led pubblicitari compare il nuovo partner «minore» Ricoh, Sky sarà il «match-sponsor» ma le maglie della Roma resteranno senza marchi oltre al baffo Nike. Aspettando un contratto milionario.

IL TEMPO