ROMA LA TERRA DEI “FORI”

Buche Roma

Da diverso tempo leggiamo  sui giornali notizie riguardanti l’apertura di improvvise voragini sulle strade, dal centro alla periferia, della nostra città.  Le stesse, oltre a costituire un pericolo grave ed imminente per la circolazione veicolare e pedonale, costituiscono un esempio lampante di disattenzione e sottovalutazione di una problematica spesso menzionata ma con carattere ancora troppo marginale: il rischio idrogeologico.

L’eccessiva urbanizzazione e la presenza di una rete fognaria non più adeguata, unite alla presenza di dinamiche proprie del sottosuolo non trascurabili, ha comportato e continuerà a comportare, in mancanza di interventi sostanziali, l’insorgere di fenomeni di dissesto di cui le più evidenti espressioni superficiali sono l’apertura di grosse voragini e i cedimenti del manto stradale.

Caso esemplare è il territorio del Municipio V, che nell’ultimo anno è stato interessato da numerosi episodi legati al rischio idrogeologico (partendo dalla nota voragine di Via Dulceri  al crollo  di parte di una palazzina) che hanno evidenziato come la zona sia tra quelle a più alto rischio di sprofondamenti; rischio che si concretizza in una situazione di pericolo e disagio per i residenti che chiedono un impegno concreto da parte delle istituzioni tanto per  il risanamento e la messa in sicurezza dell’intera area, quanto per il costante monitoraggio che permetterebbe quantomeno l’individuazione della più corretta ed efficace strategia di intervento.

Nell’ottica del “prevenire è meglio che curare”, quello che ogni cittadino si chiede è come tali problematiche possano non costituire una priorità. Una serie di interventi “preventivi”, oltre a permettere  un cospicuo risparmio rispetto ad interventi di emergenza, garantirebbe la giusta e dovuta tutela del diritto di ogni contribuente  di vivere ed usufruire dei servizi del proprio quartiere.

 

SIMONA SANSOVINI