Roma, la sindaca Raggi in procura quattro ore per dichiarazioni sulle nomine. “Colloquio cordiale”

Virginia Raggi

“E’ stato un colloquio molto cordiale, del resto lo avevo chiesto io. Sono fiduciosa”, così la sindaca Raggi all’uscita di Palazzo di Giustizia, dopo un pomeriggio di faccia a faccia con i pm sulla vicenda delle nomine in Campidoglio di quelli che erano i suoi più stretti collaboratori. Un’audizione “cordiale” durata quattro ore. La Raggi ha incontrato  i magistrati romani che l’accusano di falso per la nomina di Renato Marra (fratello dell’ex capo del personale Raffaele arrestato il 16 dicembre scorso per corruzione) a capo dell’ufficio promozione Turismo e di abuso d’ufficio per quella di Salvatore Romeo al vertice della sua segreteria.

La sindaca è stata accompagnata in procura dai suoi legali che hanno depositato un parere dell’amministrativista Federico Tedeschini sulla legalità della nomina di Salvatore Romeo, ex capo della sua segreteria politica. “Nessuna irregolarità, abbiamo depositato un parere ‘pro veritate’ che sostiene la legittimità della nomina di Romeo in base all’ex articolo 90 del Tuel, il Testo unico degli enti locali”, hanno spiegato a conclusione del colloquio i difensori della sindaca, Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo.

Quanto alla nomina, successivamente revocata, di Renato Marra alla direzione turismo del Campidoglio, gli avvocati hanno sottolineato che la sindaca ha negato di aver compiuto un falso documentale, perchè la sua firma nell’ordinanza della nomina ratificava una selezione fatta dall’assessore al Turismo Adriano Meloni.

Era stata la stessa Raggi a chiedere di poter rendere dichiarazioni spontanee davanti al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al pm Francesco Dall’Olio. Poco meno di un mese fa, infatti, la procura le aveva notificato l’avviso di conclusione indagini, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

La sindaca 5Stelle, che era già stata interrogata il 2 febbraio, nei giorni scorsi aveva fatto consegnare in procura gli esiti di una serie di indagini difensive che, secondo la sua difesa, definivano meglio la vicenda di Marra: cioè che non fu lei a nominarlo, ma che si limitò ad avallare una decisione presa dall’assessore al Turismo, Adriano Meloni.

I pm la accusano di falso per la dichiarazione scritta che lei inviò alla responsabile Anticorruzione del Campidoglio dicendo che la scelta di promuovere il fratello di Raffaele Marra
era stata soltanto sua. Un modo per cercare di scagionare Marra e se stessa che, però, ora rischia di metterla nei guai.

Oggetto dell’audizione anche la nomina di Salvatore Romeo, suo ex capo segreteria e contraente delle tre polizze vita di cui lei era beneficiaria. Romeo passò da semplice funzionario del dipartimento partecipate a capo della sua segreteria, con uno stipendio di tre volte superiore. Per i magistrati, quella promozione fu un abuso d’ufficio.

 

La Repubblica