Riforme al rush finale. Renzi: conta vincere, ora mi gioco tutto

renzi-pd

Rush finale sulle riforme costituzionali che tornano in Aula alla Camera per l’ultima lettura e dovrebbero essere approvate mercoledì 13. “Giornata storica – twitta il premier Matteo Renzi che interverrà in Aula – oggi per le riforme costituzionali. Ma prima a Verona: aziende, JobsAct, Vinitaly 2016. Grinta e coraggio, l’Italia riparte”.

E con un “ringraziamento formale” a tutti i gruppi parlamentari è iniziata la replica sulle riforme da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Camera“Quello che sta avvenendo è un passaggio al quale non tutti credevano e in molti casi anche noi pensavamo di non vedere più”, ha detto Renzi intervenendo alla Camera.

“Per la prima volta la classe politica mostra il meglio di se stessa. Riforma se stessa e non altrettanto hanno fatto altre parti della classe dirigente di questo Paese. Perciò la politica dà una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente di questo Paese”, ha detto Renzi alla Camera nel dibattito sulle riforme. “La politica – ha sottolineato – si dimostra in grado di far vedere la pagina più bella quando sfidata. Sono qui per rendervi omaggio e gratitudine: date una lezione a tanti”.

“Vorrei confermare e ribadire quanto detto nei mesi scorsi: la nascita di questo governo è dovuta al fatto che il precedente era in una condizione di stagnazione, l’accettazione dell’incarico era subordinata all’impegno a realizzare una serie di riforme nel momento in cui non vi fosse il consenso popolare è principio di serietà trarre conseguenze”, ha detto Renzi intervenendo alla Camera.

“Dicono che legge elettorale e riforma consegnano le istituzioni a una sola forza politica. Ma la realtà è diversa perché questa riforma non mette in discussione tutte le maggioranze qualificate che restano o vengono rafforzate, come quella per eleggere il presidente della Repubblica”: così Renzi citando la “democrazia decidente” di Calamandrei. Ci saranno “governi che durano 5 anni e consentono alle opposizioni di non fare teatrini e sceneggiate ma prepararsi a tornare al governo, sempre che ne siano capaci”.

Al referendum sulla riforma costituzionale “basta vincere”, non importa con quale percentuale: “Mi gioco tutto”, ha detto Renziparlando con i cronisti alla Camera. A chi gli chiedeva quale obiettivo si ponga per la consultazione di ottobre, Renzi ha risposto: “Il centrosinistra vinse nel 2001 con il 34% di affluenza” ma non importa la percentuale, “basta vincere”.

Poi commentando con i cronisti alla Camera la scelta di M5s, Si e FI di uscire dall’Aula al momento del suo intervento sulla riforma costituzionale, Renzi ha risposto: “Dispiace l’assenza delle opposizioni”. “Mi spiace per loro se non ci sono”, ha aggiunto, spiegando di voler entrare nel merito del testo. “Ma non posso andare fuori anche io?”, ha poi ironizzato.

Tutti i gruppi di opposizione avevano annunciato in Aula di abbandonare i lavori al momento in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi avrebbe replicato a nome del governo sulle riforme: ad annunciarlo Arturo Scotto per Si, Renato Brunetta per Fi, Daniele Del Grosso per M5s e Cristian Invernizzi per la Lega.

ANSA