Rifiuti, vertici di Ama a rapporto in Comune: piano per l’emergenza

IGNAZIO MARINO 4

L’emergenza rifiuti sbarca in Campidoglio, in una serata ad alta tensione. Ignazio Marino è furioso vuole vederci chiaro. Parla di «scientificità nei disservizi» e vuole «colpire duramente chi tradisce». Per questo ieri sera ha convocato una giunta d’urgenza alla presenza del presidente di Ama Daniele Fortini, al quale ha chiesto una relazione dettagliata su quanto avvenuto recentemente nel servizio di raccolta dei rifiuti in città. Fortini ha prima incontrato la maggioranza, poi in serata è entrato nella sala delle Bandiere, per partecipare a una riunione dell’esecutivo che si è trasformata in un vero e proprio processo all’azienda di via Calderon de la Barca, con il presidente dell’Ama e l’assessore all’ambiente Estella Marino finiti sotto il fuoco delle richieste di chiarimenti del sindaco. Una volta che saranno state stabilite le singole responsabilità, l’intenzione del chirurgo dem è chiara: «Cadranno teste». Per ora si procederà con un piano per tamponare l’emergenza, con un impegno straordinario che sarà chiesto alla varie strutture dell’azienda e ferie contingentate per i dipendenti. Poi, a settembre, arriverà il vero redde rationem. «Bisogna rendersi conto che la situazione è molto differente rispetto al passato, con la raccolta differenziata, la fine di Malagrotta e impianti in sofferenza – spiega Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza capitolina – Siamo in una fase di transizione faticosa, ma la direzione è quella giusta».
LA POLEMICA 
Il centrodestra parte all’attacco dell’assessore all’ambiente: «Il sindaco voleva far saltare delle teste – attacca Fabrizio Ghera, capogruppo capitolino di Fdi-An – Noi lo abbiamo preso in parola e per questo abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Estella Marino. Colpire i vertici di Ama significa incidere su chi ha competenze su pianificazione, come appunto l’assessore competente, ed operatività come il presidente e l’amministratore delegato». Secondo il capogruppo democrat Francesco D’Ausilio, «l’efficienza aziendale di Ama è molto al di sotto delle aspettative dei cittadini: il management nominato soltanto pochi mesi fa paga sicuramente colpe non sue, generate da anni di abbandono e di scelte industriali sbagliate».
L’INCHIESTA 
Intanto la Procura di Roma ha avviato una indagine, al momento senza ipotesi di reato e indagati, in relazione ad un esposto presentato dal Codacons in cui si fa riferimento al presunto boicottaggio da parte di alcuni dipendenti dell’azienda municipalizzata per l’ambiente, nella raccolta dei rifiuti. Il procedimento sarà presto all’attenzione del pool di pm che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione. Nell’esposto si fa riferimento a un gruppo di lavoratori che, con assenze giustificate in orari strategici, causerebbe ritardi e disagi nell’attività di raccolta dell’immondizia nelle strade della Capitale. Su questa vicenda è intervenuta l’Autorità di garanzia per gli scioperi, che ha sollecitato l’Ama a fornire informazioni su questo fenomeno.

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