Riecco l’Italia, ma ora serve segnare. E battere l’Inghilterra

Conte Nazionale

La giovine Italia è rinata, ma non basta ancora per restare in Europa. Sotto gli occhi del ct Antonio Conte, coordinatore delle nazionali giovanili, l’Under 21 di Di Biagio esce dalla sfida col Portogallo con uno 0-0 che la lascia soddisfatti a metà. Bella la prova, contro una delle favorite per la vittoria finale, che nel biennio aveva vinto tutte le partite ufficiali (11 su 11) segnando 30 gol: gli azzurrini hanno giocato meglio per lunghi tratti, la traversa ha fermato Belotti che poi è stato impreciso o sfortunato in più di un’occasione. Complicata, invece, la situazione nel gruppo B: l’Italia non può più vincerlo, ovviamente, e neppure sperare di chiudere terza dietro gli inglesi, ipotesi che la manderebbe almeno allo spareggio per Rio. Insomma, o va in semifinale da seconda, o torna a casa. La speranza però c’è: la Federcalcio aspettava l’esito di questa partita per decidere se inoltrare reclamo contro la squalifica di Sturaro per tre giornate. Lo presenterà questa mattina, con l’obiettivo di uno sconto per utilizzarlo proprio nella (eventuale) semifinale. E’ un piccolo segnale che il gruppo Italia ci crede.

Il gol più importante, l’unico della domenica, l’ha segnato l’inglese Lingard, a 5′ dalla fine della partita con la Svezia. Senza il successo dell’Inghilterra, la situazione dell’Italia sarebbe praticamente disperata. Adesso, può ancora provarci. Per passare, l’Under ha una sola via: vincere contro gli inglesi mercoledì sera a Olomouc e sperare che Svezia-Portogallo non finisca in parità. La tradizione con gli svedesi, che nel 2004 organizzarono un biscotto con la Danimarca e mandarono a casa l’Italia di Trapattoni dall’Europeo dei grandi, decisamente è poco favorevole. Ma questa volta nessuna squadra può fare conti in anticipo, tutte e 4 sono in corsa. Biscotti vietati, insomma.

Di Biagio ha ritrovato la sua Italia cambiando cinque giocatori della formazione che aveva perso contro la Svezia. Ha tratto beneficio dai nuovi equilibri del centrocampo (Benassi, fra i migliori, Crisetig e Cataldi), ma non ha guarito la Nazionale dal mal di gol: una sola rete in due partite, su rigore, per giunta, con Berardi. Crisetig dice: “Abbiamo fatto una partita positiva, è mancata solo la vittoria ma la strada è quella giusta per passare il girone e andare ai Giochi. Contro l’Inghilterra dobbiamo andare in campo con la testa libera, fare la nostra parte e non pensare ad altro”. I calcoli, però, sono decisivi, la classifica oggi recita: Portogallo 4, Inghilterra e Svezia 3, Italia 1. Diciamolo subito: Portogallo e Svezia non possono accontentarsi del pari. Col punto, il Portogallo è qualificato, ma non è sicuro del primo posto. Alla Svezia non basta: è fuori sia se l’Inghilterra vince sia se pareggia, in virtù dello scontro diretto perso.

L’Italia deve vincere, certo. Se il Portogallo batte la Svezia, passa insieme gli azzurrini: Portogallo 7, Italia 4, Svezia e Inghilterra 3. Se Portogallo-Svezia finisce pari, l’Italia è fuori: Portogallo 5, Italia e Svezia 4, Inghilterra 3, ma qui vale lo scontro diretto e gli svedesi lo hanno vinto 2-1. Se invece vince la Svezia, la classifica dice: Svezia 6, Portogallo e Italia 4, Inghilterra 3. In questo caso, conta la differenza reti generale. E l’Italia avrebbe un piccolo vantaggio: nell’ipotesi più semplice (Svezia e Italia che vincono 1-0), passerebbe l’Italia (2 gol segnati e 2 subiti) e non il Portogallo (1 fatto e 1 subito). Dunque, testa agli inglesi. Ma l’orecchio sarà teso a Uherské Hradiste. Tutto può succedere.

La Repubblica