Renzi: subito un Consiglio Ue gli schiavisti vanno fermati

Matteo Renzi press conference, Rome

La situazione è tale da richiedere «un Consiglio europeo straordinario, perché è impensabile che non ci sia un sentimento di vicinanza che l’Ue ha mostrato in altre vicende». Dopo aver tenuto una riunione d’emergenza sull’ultima gravissima tragedia del mare, con la partecipazione dei ministri Gentiloni, Alfano, Delrio, Pinotti e i vertici militari, Matteo Renzi, in conferenza stampa a palazzo Chigi, chiede all’Europa di «non lasciare sola l’Italia, non tanto nell’emergenza in mare, quanto nello sforzo per bloccare questo traffico di esseri umani. E’ una questione politica, di dignità dell’uomo. I nuovi schiavisti non possono pensare che l’Europa lo consideri un problema di serie B».
976 ARRESTATI
Ricordato che l’Italia ha arrestato 976 scafisti, il premier afferma che quella di «distruggere i nuovi schiavisti del XXI secolo nel Mediterraneo è diventata una priorità europea. Siamo in presenza di un fenomeno nuovo, lo schiavismo, che interpella il cuore delle persone. E le vittime del mare non le salviamo con i controlli delle navi, ma non facendole partire lasciandole alla mercé dei criminali».
Di questo, Renzi ha già parlato e intende parlare ancora nei colloqui che ha già avuto e che a avrà con i leader europei, Merkel, Hollande, Cameron, Junker. E quello che il governo italiano intende sottoporre con determinazione al Consiglio europeo straordinario traspare dalle parole del premier: «Il problema del traffico di esseri umani non si risolve mettendo dieci navi in più o in meno. L’incidente è avvenuto in presenza di una nave di soccorso. Questo dimostra che se voi rimuovere il male alla radice devi intervenire in modo diverso».
Varie le opzioni possibili, tra cui quella sostenuta ieri su questo giornale dal presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, di un blocco navale delle coste libiche, ma su questo Renzi nutre dubbi: «Un blocco navale – sostiene – va capito come lo si fa. Se fatto in certi modi può favorire gli scafisti, perché saresti costretto a prendere i profughi e finirebbe per tradursi in un servizio taxi. Altra cosa – dice il premier – sono i respingimenti, che però sono impossibili sul territorio libico da cui proviene il 91% degli immigrati».
E non sarebbe una soluzione neppure il ripristino di Mare Nostrum: «Non è che – afferma Renzi – con Mare nostrum la vicenda sarebbe cambiata. Il naufragio non c’è stato per assenza di soccorsi. C’era una nave accanto al barcone inabissato. Chi ora dice ”se ci fosse stato Mare Nostrum…“ dice una cosa che non sta né in cielo né in terra. Mare Nostrum è un’operazione tampone, se non risolviamo il problema alla radice non daremo mai una risposta adeguata». Per il resto, da parte del premier, soddisfazione per «lo straordinario lavoro che l’Italia sta facendo in condizione di quasi solitudine», questa volta con la collaborazione di Malta, il cui premier Joseph Muscat viene ringraziato dal suo omologo italiano.
Ma è proprio di fronte a questo «straordinario lavoro» che Renzi trova «inconcepibili le polemiche di una piccola parte della politica italiana». «Non vorrei che ora – aggiunge il presidente del Consiglio – davanti al dramma di migliaia di persone iniziasse un gioco politico interno». Pur non citandolo espressamente, il riferimento è a Matteo Salvini: «Chi fugge da posti dove ti tagliano la testa, non si ferma davanti al lancio di agenzia di un eurodeputato italiano. Vogliamo parlare di cose serie, non di piccole polemiche di parte».

Il Messaggero