Renzi: se stoppano le riforme tutti a casa ma ce la faremo, chi si oppone al cambiamento è una minoranza.

++ Renzi,fondamentale prima lettura riforme entro europee ++

Conferma che andrebbe a casa se le riforme non passeranno? “Confermo tutto, ma deve essere chiaro che anche chi frena andrebbe a casa”. E’ un passaggio dell’intervista concessa da Matteo Renzi a Sky Tg24 poco dopo la fine della conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui il premier ha illustrato ai giornalisti il contenuto del disegno di legge di riforma costituzionale.

Andare al voto? “Non ci voglio nemmeno pensare, nel senso che non voglio stare a fare la minaccia “sennò vi porto a votare”, intanto perché non spetta a me ma al presidente della Repubblica”.

Quindi i numeri. “Se si tiene insieme il ddl costituzionale e il superamento delle province abbiamo un risparmio di 1 miliardo di euro per il quale ci eravamo impegnati nel confronto delle primarie”. Quindi una ‘bordata’ a Beppe Grillo. “Non è un caso se in questo momento quello che più di tutti, come si dice a Roma, sta a rosicà è Beppe Grillo: è naturale che uno che ha avuto grandissimo successo parlando di rinnovamento ma ora che vede che si va verso il rinnovamento si sente franare la terra sotto i piedi”.

”Berlusconi ha detto che manterrà l’impegno sulle riforme e io credo che lo farà perché vuole dare l’immagine al paese di una persona che rispetta gli impegni”, conclude il Premier

Il governo approva il ddl costituzionale
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl costituzionale che riforma il Senato e il titolo V, riduce il numero dei parlamentari, sopprime il Cnel e le Province.

“L’abolizione del Cnel è l’antipasto della semplificazione che arriverà per la P. A.” nelle prossime settimane, assicura Matteo Renzi. “Vorrei sapere, se c’è oggi in Italia qualcuno che pensa che questa istituzione ha risposto all’obiettivo avuto dai costituenti?”.

Il ddl di riforma costituzionale del Senato e del Titolo V è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri, dice il premier Renzi in conferenza stampa. “E’ una grandissima svolta per la politica e le istituzioni”, ha aggiunto a proposito del via libera all’unanimità al ddl costituzionale sul Senato.

Poi aggiunge. “Immaginiamo di presentare il Def tra martedì e mercoledì della settimana prossima”. Ma non è tutto. Nella “settimana di Pasqua” – sottolinea il Premier – saranno varati i decreti per gli sgravi di 80 euro in busta paga per i meno abbienti.

Con la riforma del Titolo V, non ci saranno “mai più conflitti tra Regioni e Stato, avremo un Paese più semplice, in cui chi ha a che fare con la Pubblica Amministrazione deve sapere chi è responsabile”, ha detto Renzi al termine del Consiglio dei ministri. Il ddl, ha specificato, “riprende molto il lavoro della commissione dei 35 e dal punto di vista scientifico è apprezzato e significativo”.

Renzi conferma poi gli elementi forti della riforma. “Intendiamo superare il bicameralismo perfetto” con “quattro paletti” per il Senato: no a fiducia, no a voto su bilancio, no elezione diretta per i senatori, no indennità. “Non so se ci sarà il lieto fine, ma questo è un buon inizio. Basta con i rinvii”, taglia corto. “E’ fondamentale” che si arrivi all’approvazione della prima lettura del ddl riforme al Senato “entro il 25 maggio, entro le elezioni europee”.

“Sono certo – dice – che non ci saranno tra i senatori persone che non colgano la straordinaria opportunità che stiamo vivendo. In Italia sta tornando la speranza che le cose cambino davvero: sono sicuro che non ci sia alternativa al futuro ed è impensabile continuare a fingere” che non sia così. “Non sono preoccupato” da spaccature nel Pd sulle riforme, ribadisce Renzi. “Credo ci sarà una posizione di grande condivisione del progetto”. “Poi se qualcuno – aggiunge – vorrà assumersi la responsabilità di far fallire questo percorso, lo farà. Noi più che dire che ci giochiamo tutto, non possiamo”.

Grasso-Renzi: è botta e risposta.
Quasi in contemporanea arriva la precisazione del Presidente del Senato. “Rivendico la possibilità di poter esprimere la mia opinione sui temi della politica senza che nessuno possa temere o ipotizzare una parzialità nell’esercizio delle mie funzioni di presidente”, scrive Piero Grasso sul suo profilo facebook in merito alle “reazioni alla mia intervista su come immagino il Senato del futuro”.

“Qualcuno mi accusa di “voler restare attaccato alla poltrona”: ciò non solo non corrisponde al vero ma è anche errato dal momento in cui le riforme che questo Parlamento dovrà necessariamente approvare avranno valore dalla prossima legislatura, nella quale, certamente, non avrò lo stesso mandato di oggi”, continua Grasso. “Sono mesi che ripeto sia necessaria una riforma delle istituzioni, invocando sin dall’inizio del mandato il superamento del bicameralismo paritario. Ho voluto, in un momento così importante, dare un contributo concreto e approfondito al dibattito in corso”.

Ma nel corso dell’intervista a Sky Matteo Renzi interviene anche su questo punto. “Non si è mai visto un presidente del Senato intervenire su provvedimenti in itinere, se sono arbitri non possono giocare. Quindi se Grasso è intervenuto come presidente del Senato ha commesso un errore, se è intervenuto come esponente del pd il vicesegretario Serracchiani è intervenuta come esponente del pd”, dice Renzi. Che poi ribadisce: “Al di là delle cose che interessano gli addetti ai lavori, il punto è che io non sono d’accordo con quello che dice Grasso, non si può andare avanti con senato di eletti”.

Grasso risponde a stretto giro. ”Posso tranquillizzarvi che non ci può essere nessuna ipotesi che l’aver espresso le mie opinioni possa influenzare la mia attività di presidente. State tranquilli, state sereni”: così Pietro Grasso, il presidente del Senato, ha risposto a una domanda del direttore della Stampa Mario Calabresi su quanto sta avvenendo in questi giorni. Il presidente del Senato ha parlato alla presentazione del suo libro ‘Lezioni di Mafia’ a Palazzo Sormani di Milano, un incontro a cui, oltre a Calabresi, hanno partecipato anche Nando Dalla Chiesa e il sindaco Giuliano Pisapia.