Renzi: rendere stabile la riduzione del cuneo fiscale

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«Le pensioni minime sono troppo basse, valutiamo interventi». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando a Repubblica tv. Il premier ha poi aggiunto: «Vanno trovate delle soluzioni per chi ha fatto dei lavori usuranti», a patto che si tratti di soluzioni «che salvino i conti pubblici». E ha spiegato: «Nessuno deve temere per la propria pensione, non ci sono ipotesi di lavoro sulla reversibilità. Dobbiamo capire se, nell’ambito delle regole europee e della legge Fornero, a quella categoria di persone rimaste un po’ schiacciate tra incudine e martello possiamo dare l’anticipo pensionistico, l’Ape. Ne stiamo discutendo». Chi va in pensione prima, però, «deve rinunciare a qualcosa». I tempi «sono quelli della legge di stabilità, cioé i prossimi 3-4 mesi ».

Rispuntano gli 80 euro per i pensionati al minimo
Tra i temi sul tavolo, dunque, ci potrebbe essere anche quello dell’estensione degli 80 euro ai pensionati. Ieri Renzi, parlando alla radio era tornato a parlare di un allargamento del bacino del bonus in favore dei pensionati: «Questa è una delle misure che stiamo studiando – aveva detto – Stiamo discutendo di quale fasce andare a prendere. Ci sono le minime che oggi prendono davvero pochissimo». Su tutti questi delicati capitoli, che, almeno in parte, dovrebbero confluire nella prossima legge di stabilità, il Governo punta ad rilanciare il dialogo con i sindacati e ad esaminare le loro proposte.

Renzi: interverremo su ceto medio
Numerose le altre priorità, oltre alle pensioni. A partire dalle misure a favore del ceto medio. «Sul tavolo ci sono necessità di intervenire per le pensioni, per gli autonomi, per il ceto medio e famiglie. Il problema è che il ceto medio ancora soffre» ha sottolineato ancora Renzi a Repubblica.tv.

«Rendere stabile la riduzione del cuneo fiscale»
Renzi ha confermato che il governo punta «a rendere stabile la riduzione del cuneo fiscale». E ha spiegato: «Stiamo cercando di ridurre il costo del lavoro per tutti». A chi gli chiedeva se il governo intenda prorogare gli incentivi per le assunzioni, dunque, Renzi ha risposto: «No, vogliamo rendere stabile la riduzione del cuneo». Confermando di fatto quanto anticipato nei giorni scorsi dal ministro Poletti. Per Renzi, la riduzione del cuneo contributivo serve a «dare un po’ più di soldi ai lavoratori». Evocata anche la riduzione degli scaglioni Irpef. «Stiamo lavorando – ha concluso – su tutto molto concretamente e molto silenziosamente. Ci siamo dati il tempo della legge di Stabilità».

«Referendum, Lega e M5S temono per poltrona»
Sul tema riforme e referendum il premier è andato all’attacco dell’opposizione. «I parlamentari dei Cinque stelle e della Lega li capisco – ha detto -. Sanno che se passa il referendum uno su tre resta a casa. Sono terrorizzati di perdere la poltrona e vivere l’esperienza mistica di tornare a lavorare». E ancora: «L’elettore Lega o M5s, che non mi sopporta, potrà dire “Non voterò Renzi, ma non voglio un sistema bloccato e voto sì”. I dirigenti politici invece sanno che se passa il sì gli spazi per i politici si riducono in modo impressionante».

“Raggi? Una sorta di co.co.pro della Casaleggio associati”

Matteo Renzi
«Raggi? Una co.co.pro Casaleggio associati»
Al vetriolo anche il commento sulla candidata M5s a sindaco di Roma Virginia Raggi, definita «una sorta di co.co.pro della Casaleggio associati». Con la chiosa finale: «Io se fossi un cittadino romano sceglierei una persona libera, non una co.co.pro di un’azienda milanese».

Il Sole 24 Ore