Renzi: M5S attacca perché ha paura, loro e Forza Italia inadeguati per la Ue

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ROMA Sarà per la piazza piena di rione Sanità, più piena di quando c’è stato Beppe Grillo, sarà perché dire il contrario non è esattamente un toccasana in campagna elettorale, ma Matteo Renzi dispensa ottimismo: «So che porta male dirlo, ma sono molto fiducioso sul voto di domenica. Vedo un clima crescente di speranza…».

IL RUSH AL SUD
Parole che il premier pronuncia incrociando le dita. Al Sud, in Sicilia e Sardegna, i Cinquestelle secondo i sondaggi sarebbero ancora in testa. Da qui il tour de force che ieri sera ha riportato Renzi a Napoli e oggi lo farà andare a Bari e venerdì di nuovo a Palermo. Con un nemico da battere, oltre ai grillini: la probabile forte astensione, un rischio reso più elevato a causa del mancato traino delle elezioni amministrative nelle grandi città, a cominciare da Roma, Milano, Napoli, Genova, Palermo e Torino. Così, non a caso, Renzi ricorre ad alcuni “colpi”. Di buon mattino twitta: «Settimana chiave per la scuola. Abbiamo sbloccato il patto di stabilità, come promesso. Venerdì le risposte dei sindaci, poi i cantieri». In sostanza, 244 milioni di euro per gli interventi di edilizia scolastica segnalati da 4.400 sindaci. In più, nelle prossime ore, il premier dovrebbe annunciare il rinvio di due mesi del pagamento della tassa sulla casa (Tasi). «Servirà per non far evaporare il benefico effetto degli 80 euro a favore dei redditi bassi e rilanciare davvero i consumi», spiegano nel suo entourage. E non escluso un annuncio sul fronte fiscale, un provvedimento di forte impatto, capace di convincere gli indecisi. Probabilmente a favore delle imprese, visto che il fronte moderato starebbe abbandonando Silvio Berlusconi per premiare proprio il Pd. Tra vedere e non vedere, il segretario del Pd usa anche i fondi europei: «Abbiamo 180 miliardi da investire, l’Italia riparte», ha scritto in un altro tweet. E la firma di accordi con tre aziende straniere, a cominciare da Bari: «Ci porteranno 3 miliardi e centinaia di posti di lavoro». 
La battaglia con Grillo è sempre più accesa. Il comico è arrivato a parlare di «lupara bianca» per Renzi, se dovesse perdere le elezioni. Il premier risponde a stretto giro di posta: «Sono parole di morte. I morti di lupara bianca esigono rispetto e la politica dovrebbe riprendere il significato delle parole. Citare Hitler, la peste rossa, la lupara bianca…è un linguaggio che non è il nostro. Grillo provoca perché ha paura di noi, ma noi saremo gentili e non reagiremo».

LA PRETATTICA
Guai a chiedere a Renzi previsioni sul risultato del Pd: «Neanche se fossi il mago Otelma direi un numero. Di sicuro lotto fino all’ultimo per prendere anche un solo voto in più», risponde a “Piazzapulita” su La7. Il premier tiene le carte coperte. Fa pretattica: «I Cinquestelle l’altra volta hanno vinto rispetto al Pd. Sono loro in vantaggio e dovranno cercare di restare primo partito». E ancora: «Non mi preoccupa il risultato delle elezioni europee, ma il fatto che l’Italia si fermi. Per cambiare il Paese non bisogna urlare e insultare, ma governare. E mi preoccupa come viene vista l’Italia, perché la credibilità di Forza Italia e dei Cinquestelle non è all’altezza delle aspettative». Della serie: il voto utile è uno solo, quello al Pd. Poi a sera, sul palco di Napoli: «Questo Paese non lo salva uno solo, sono vent’anni che ci dicono questa balla. L’Italia si salva lavorando tutti insieme. E gli 80 euro del taglio dell’Irpef sono l’inizio di un cambiamento radicale, il prossimo anno toccherà al pensionati».

IL MESSAGGERO