Renzi: «La chiusura delle frontiere tradisce l’idea di Europa»

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Basta Piangere!' al teatro Argentina, Roma, 26 novembre 2013. 
ANSA/CLAUDIO PERI

«Non rinuncerò a difendere l’interesse nazionale». Matteo Renzi lo ha detto parlando dell’Europa a Mantova, aggiungendo che l’Italia «deve essere quella per cui ci facciamo sentire non per logiche vendicative, noi non facciamo le bizze, ma chiediamo più Europa. L’interesse nazionale trova corrispondenza nel sogno europeo».

Chi afferma che il problema europeo è Schengen, che bisogna chiudere le frontiere «non solo fa un passo indietro, ma tradisce l’idea di Europa»: di questo è convinto il presidente del Consiglio che ha ribadito il no alla paura che il terrorismo cerca di portare e contro cui il vero antidoto è «la cultura». «Chi mette in discussione oggi l’idea della libera circolazione in Europa afferma una vita basata sulla paura» così chi mette in discussione Schenghen «tradisce la stessa identità europea», ha sottolineato Renzi. Il premiee ha quindi annunciato che sabato sarà in visita a Ventotene, spiegando che «dopo l’incontro di venerdì prossimo con la cancelliera Angela Merkel a Berlino, sabato con Franceschini andremo a Ventotene per dire che il grande ideale europeo ha bisogno di essere serbato e bilanciato».

«Perseverate e serbatevi a miglior avvenire», ha poi citato Virgilio Renzi, e non poteva fare altro a Mantova per indicare quale deve essere il motto dell’Italia. Una sferzata di positività importante perché «le riforme – ha osservato – di per se servono a poco. Non serve cambiare il Paese se il Paese non ritrova la sua funzione nel mondo» e per questo la cultura è un elemento essenziale. «Il posto dell’Italia – ha continuato – è la guida di un’Europa che non sia solo burocrazia ma anche passione e coraggio».

Nella legge di stabilità una delle misure che avranno più effetti immediati è lo sblocco del patto di stabilità, ha poi osservatoo Renzi, aggiungendo che si tratta di circa due miliardi di risorse. «Almeno due miliardi – ha sottolineato – già sbloccati nei fatti».

«Il Senato per la terza volta ha votato il proprio superamento, cosa cui non credeva nessuno ma bellissima», ha detto ancora il presidente del Consiglio. «È la politica che supera la sua autoreferenzialità – ha aggiunto -. Un segno che l’Italia si è rimessa in moto». «Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sia l’anno dei valori. L’Italia torni a chiedere valori all’Europa», ha affermato ancora il presidente del Consiglio. «Abbiamo bisogno che questa Italia dopo tutte le riforme di questo mondo abbia la consapevolezza di dire che servono a poco se questo Paese non trova la sua posizione nel mondo. E questo senza cultura è impossibile», ha proseguito.

«Noi non ci rassegniamo a vivere nella paura», ha detto ancora Renzi parlando di terrorismo. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che il sabato sta girando per l’Italia non tanto per fare «un tour turistico» quanto per il fatto che «il terrorismo attacca luoghi simbolo della nostra identità». «L’obiettivo – ha aggiunto – è minare il nostro modo di vivere o costringerci a vivere nella paura e noi non ci rassegniamo a vivere nella paura».

A Mantova Renzi, accompagnato dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha fatto una visita privata al Palazzo Ducale. Si è trattato di una breve visita privata dopo un incontro che ha avuto al Teatro Bibiena a cui hanno partecipato consiglieri comunali e sindaci del Mantovano in occasione di Mantova capitale italiana della cultura 2016. All’appuntamento, in cui oltre a Renzi e Franceschjini, è intervenuto dal palco anche il sindaco Mattia Palazzi, erano presenti fra gli altri il vescovo monsignor Roberto Busti e il presidente della Provincia, Alessandro Pastacci.

Il Messaggero