Regressi scolastici

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“Nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper della squadra di calcio dell’oratorio (…) la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay. Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire – indifferente alle conseguenze. Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di  urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”.

Penso di essermi perso qualcosa in questi anni: evidentemente il Ministero ha profondamente cambiato i programmi di insegnamento, decidendo di sostituire delle letture troppo impegnative e sicuramente inutili con altre di profonda  cultura. La vergognosa scelta degli insegnanti del Liceo Giulio Cesare di proporre un testo come quello della Sig.ra Mazzucco appare opinabile. Premesso che ognuno nella sua vita deve essere libero di fare le proprie scelte, ritenere che ragazzi di 14-15 anni debbano essere eruditi sulle modalità di un atto sessuale e, più nel merito, di come vive una persona cresciuta da una coppia omosessuale, non deve essere oggetto di un programma scolastico.

I ragazzi di oggi, purtroppo, sanno benissimo come avvengono gli atti sessuali: basta una veloce navigata sul web per rendersene conto. Sanno benissimo di vivere in un mondo in cui i gusti personali sono molteplici, ma non per questo vi è bisogno di farne un approfondimento a scuola. La scuola dovrebbe e deve avere un altro obiettivo, il libero convincimento sulle scelte sessuali se lo fanno da soli e non hanno bisogno dell’aiutino. La scuola è altro, la scuola è il luogo dove ci hanno insegnato ad apprezzare testi veri e seri e non letteratura di infima qualità. Il problema è, come spesso accade, quello di una cultura ormai persa, di un percorso degradante della vita di tutti i giorni, in cui si va perdendo sempre più il senso della realtà, sostituito da quello del ridicolo. È la realtà di insegnanti impreparati, ammaestrati a fare e dire secondo il luogo comune. I cosiddetti luogocomunisti, quelli che pur di non sentirsi emarginati dalla società, sono disposti ad uniformarsi ad una presunta (sic!) evoluzione del genere umano. La scuola che abbiamo vissuto ed apprezzato non è questa, questa è solo la peggiore rappresentazione del degrado della società che ci circonda.

Alessandro D’Offizi