Quel silenzio assordante e pericoloso

Lazio Atalanta DI MARTINO TARE LOTITO 2

In principio fu il fax rotto poi un emissario turco sbagliato o un procuratore con propositi di estorsione. E stavolta? Arriverà nelle prossime ore la spiegazione, un motivo apparente per far digerire ai laziali una Caporetto storica non tanto per il valore di Astori quanto per la beffa griffata Roma. Astori è lo Stankovic del 2014, quella volta però Cragnotti col valigione pieno di lire strappò il fantasista serbo ai giallorossi, ora è il contrario a certificare la supremazia attuale del club di Pallotta su quello biancoceleste. Il silenzio di Lotito e Tare di ieri è preoccupante più dell’acquisto sfumato.

I tifosi non ne possono più delle solite scuse, nemmeno la divisione interna tra i due agenti di Astori, Vigorelli e Contratto, può bastare a giustificare un simile smacco. E solo chi vive dentro il Raccordo può capirne la portata peraltro dopo una stagione negativa e una contestazione senza fine. Ora si deve ammettere il fallimento di questa trattativa e tirare avanti provando a pescare un difensore centrale migliore di quello del Cagliari a lungo corteggiato. Così si può tentare di coprire questo smacco che ha alimentato i contestatori e affievolito le speranze di quelli che avevano apprezzato gli acquisti di Basta, Djordjevic e Parolo.

Due acquisti di qualità, in fretta, due giocatori veri in grado di blindare la difesa biancoceleste, altrimenti i propositi sbandierati di cambiamento serviranno a ingigantire le divisioni intestine: solo a quello e non a ricucire un rapporto che appare insanabile. Del resto ora sembra tutto nero: società allo sbando, difensori modesti, squadra da retrocessione, rivali cittadini già campioni d’Italia. Ma il 31 agosto rotolerà il pallone e magari lo scenario potrebbe essere diverso. È la speranza dei laziali perché al momento c’è davvero poco da essere allegri.

IL TEMPO