Quale Europa?

EUROPA UE 3

Si avvicinano le Elezioni Europee. Sì, avete capito bene, a fine maggio dovremo recarci per l’ennesima volta alle urne per rinnovare il Parlamento Europeo. Avremo la “fortuna”, quindi, di eleggere i nostri rappresentanti nel consesso continentale dando vita all’VIII Legislatura. Il primo suffragio europeo risale all’oramai lontano 1979, ovvero al secolo scorso per non dire millennio. Allora mi chiedo e vi chiedo, quali vantaggi ha portato questa Europa ai suoi cittadini, quali benefici tangibili i Popoli d’Europa hanno tratto da 35 anni e più a questa parte?. La risposta, a parer mio, è: nulla di clamorosamente rilevante sia dal punto di vista economico che dal punto di vista politico, almeno per i Paesi fondatori e per quelli che appartenevano all’Europa Occidentale frutto della Dottrina di Yalta.

Le economie di questi Paesi già godevano dei benefici di un economia aperta e veleggiavano verso un più che discreto benessere; il rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali costituivano le loro fondamenta. Quindi potremmo dire che l’Europa abbia costituito uno scatto verso “un mondo migliore” solo per i Paesi che erano oltre la cosiddetta “cortina di ferro”. A mio modo di vedere neanche questo, perché l’affrancarsi dal quel sistema illiberale e liberticida è stata la conseguenza di decenni di “guerra fredda” combattuta in prima linea soprattutto dagli USA con la propria testa di ponte in Europa ovvero la Gran Bretagna. Il colpo di grazia fu sparato, udite udite, dal Vaticano allorchè nel 1978 uscì Pontefice, dal conclave, Giovanni Paolo II al secolo Karol Wojtyla. Questa miscela, quindi, provocò il collasso dell’Unione Sovietica e a cascata l’implosione di tutto i paesi del Patto di Varsavia. E l’Europa? L’Europa sonnecchiava e non poteva far altro se non limitarsi ad offrire il naturale appoggio logistico affinché la Storia facesse il suo corso. L’Unione Europea, se fino agli inizi degli anni ’90, non aveva prodotto grossi guai, così come è stata concepita da Maastricht in poi ha indubbiamente ed inesorabilmente contribuito a rendere la vita dei suoi cittadini più difficile e grama. Non si ravvede in essa la seppur minima idea o traccia di solidarietà che dovrebbe legare una Unione di Stati. Il filo rosso, oserei dire rosso sangue, che la unisce o meglio che dovrebbe unirla è il Dio Euro che rende e renderà sempre più ricco il Paese ricco e sempre più povero il Paese povero.

Trattati capestro che non si riesce a capire come mai siano stati sottoscritti da alcuni Paesi, come l’Italia ad esempio, con i quali si è consegnata la sovranità nazionale nelle mani dei plutocrati di Bruxelles violando de plano la nostra Costituzione relegandola a fonte secondaria di diritto. C’è bisogno di una scossa, basta prendere ordini da Berlino, Bruxelles e Strasburgo, dobbiamo in qualche modo invertire la rotta, far capire a questa Europa della Banche che così non si può andare avanti. Con le elezioni di maggio, quale migliore occasione abbiamo per dar forza a chi intende costruire un Europa migliore? Chiosando un adagio in voga in questi ultimi tempi dobbiamo tenere in mente che l’Europa è sì importante per l’Italia ma mai quanto l’Italia per l’Europa. Nella malaugurata ipotesi nulla cambiasse, non sarebbe il caso di chiedere l’annessione alla Russia? Ma questa è tutta un’altra storia…..

Fabrizio Proietti