POMPEI LO SPECCHIO TRISTE DI UNA NAZIONE CHE INVESTE POCO NEL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE

Pompei

Nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire ma ancora una volta assistiamo all’ennesimo crollo nell’area archeologica di Pompei. La zona è appartenente, a una domus della regia V ed, era già da tempo interdetta alle visite del pubblico e messa in sicurezza per il grande progetto Pompei che andrebbe e quì il condizionale è d’obbligo essere realizzato entro il 2015. Secondo i primi accertamenti dei tecnici giunti sul posto, le dimensioni del tratto di muro che si è andato a sbriciolare è pari ad una lunghezza di 1,30 centimetri. Come riferiscono dal Ministero, la Soprintendenza ha informato l’Autorità Giudiziaria ed, il Comando locale dei carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale. È salito così a 30 il numero dei crolli avvenuti dal 2009 ad oggi tra i più importanti è da ricordare la Domus dei Gladiatori avvenuto nel 2010. L’ultimo crollo di Pompei non è che l’ennesima conferma di come l’Italia continui ad investire in maniera irrisoria sul proprio patrimonio artistico e culturale. D’altronde i dati parlano chiaro come pubblicato da una ricerca dell’Eurostat, L’Italia è il fanalino di coda in termini d’investimenti di spesa pubblica destinati alla cultura solo l’1,1% dietro di noi solo la Grecia. E’ curioso e paradossale, come le due Nazioni tra le più ricche a livello di beni culturali investano poco o per non dire nulla.

Marco Minuto