Paura Onazi: fermo «solo» un mese

ONAZI

Eddy Onazi l’indistruttibile. Niente può abbattere il nigeriano della Lazio, neppure l’intervento killer del francese Blaise Matuidi nei primi minuti del secondo tempo della sfida valida per gli ottavi di finale del Mondiale. Un fallo davvero brutto, tanto da costringere il centrocampista della Lazio ad abbandonare il campo in barella lasciando la squadra africana in balia degli attacchi transalpini fino alla caduta nei minuti finali con conseguente eliminazione dal torneo.

Passata la paura, però, Onazi è già in piedi. La temuta frattura della gamba sinistra – per la precisione tibia e perone, notizia trapelata dal ritiro della nazionale africana e diffusa ieri mattina da tutte le maggiori agenzie italiane – non ha trovato conferma. Al contrario, nel pomeriggio è arrivata la rassicurazione del giocatore alla società biancoceleste: nessuna frattura, solo un forte trauma contusivo-distorsivo. Onazi potrebbe far visita nella Capitale prima delle meritate vacanze estive per un ulteriore controllo alla gamba sinistra, ma la prima diagnosi è incoraggiante: con due o tre settimane di riposo il centrocampista nigeriano può tornare come nuovo, pronto per la prossima stagione. Se poi sarà a Roma o magari in Premier League è difficile prevederlo.

Onazi, del resto, è di gran lunga il giocatore della Lazio che meglio ha figurato in Brasile. Il record man Klose ci perdonerà, ma il centrocampista nato nel giorno di Natale del 1992 si è dimostrato un pilastro insostituibile della nazionale nigeriana che prima ha passato un girone impegnativo battendo la Bosnia dell’amico Lulic e poi ha impegnato a fondo la Francia, almeno fino all’uscita dal campo del biancoceleste. Prestazioni seguite con interesse, tra gli altri, dagli emissari di Everton e Liverpool, pronte ad aprire il dialogo con la Lazio: se arrivasse un’offerta importante, superiore ai 10 milioni, la società biancoceleste potrebbe salutare il nigeriano.

Di certo sarebbe una rinuncia dolorosa, perché negli ultimi dodici mesi Onazi ha mostrato buone potenzialità, ampi margini di crescita e una dote quasi soprannaturale, sfuggendo più volte alla sfortuna, dalla rapina sventata a Termini alla bomba schivata per un pelo a Boko Haram fino al fallo assassino di Matuidi. «La mancata espulsione è una vergogna – ha tuonato il tecnico della Nigeria Stephen Keshi – l’arbitro ha favorito la Francia». «È stato un intervento criminale – ha osservato anche Diego Armando Maradon – peggio ancora del morso di Suarez».

Matuidi si è scusato («Mi dispiace, non volevo fare male a Onazi. Sono molto triste») ma per fortuna Onazi se l’è cavata con una semplice contusione e senza fratture. «Grazie a tutti per le preghiere – ha scritto Eddy sul proprio profilo Twitter – Dio benedica la Nigeria, con la sua grazia starò bene». «Forza Onazi – ha prontamente twittato la società biancoceleste – tornerai più forte di prima. Good luck and stay strong». Onazi è forte, anzi indistruttibile.

IL TEMPO