Parma letale, ciao 2° posto

HIGUAIN_DESPERADO

Dopo tante parole: Parolo. Un gol del centrocampista del Parma a inizio ripresa ha condannato il Napoli che è parso svuotato dalla sfiancante vittoria sulla Juve e dalle polemiche successive. Benitez ha fallito l’assalto al record della 10 vittorie in trasferta e, soprattutto, ha detto addio al sogno del secondo posto che la Roma ha messo in banca 12 punti più in alto. Il sogno europeo di Donadoni invece ha ripreso vento. Il suo splendido Parma, senza Cassani e Amauri, ha interrotto un’emorrragia di 3 sconfitte e ha raggiunto al quinto posto l’Inter che ha ben altro organico e altre pretese. Una volta di più, Benitez potrà convincersi che i fatturati non sempre fanno gol. De Laurentiis che, all’uscita dal Tardini, si è azzuffato con un tifoso racconta bene la delusione elettrica del Napoli.

Perché più Roma Più che lamentarsi di un possibile rigore negato a Zapata, servirà al Napoli fare tesoro di Parma e capire le ragioni per cui la Roma è così lontana. Primo: non ha perso 6 punti su 6 col Parma e sperperato tanto contro pronostico. Era importante dar seguito all’impresa sulla Juve. Voleva dire maturità. Invece… Secondo: la Roma ha una continuità di rendimento da corse a tappe che il Napoli, bravo ad accendersi in certe notti di gloria, deve ancora maturare. Esemplare la sostituzione-punitiva di un trasparente Higuain, che il Pipita ha contestato con le mani a pera, tipo: «Rafa che cavolo fai?». Terzo: la Roma ha subito 18 reti, il Napoli 33. Chi si difende bene in serie A, è quasi sempre felice. Quarto: il Napoli deve crescere anche in mediana dove il paragone con la Roma oggi è insostenibile. Anche ieri il reparto ha faticato a costruire ed è stato trapassato da Parolo. All’andata, ancora più simbolico il gol di Cassano che aveva cavalcato nel burro. Quinto: ricambi di qualità che Garcia ha più di Benitez. La stanchezza di gente come Callejon rende l’idea.
Napoli al buio Primo tempo tatticamente inchiodato e spettacolarmente narcotizzante. Zero tiri in porta, zero emozioni. Non facile attaccare senza Cassano e Amauri. Donadoni ci prova con Palladino falso nove (4-3-3) e con una condotta prudente. I ripiegamenti dei due esterni stendono una linea a 5 sempre molto vicina a quella dei quattro difensori. Dalla puntualità di questa transizione nascono le difficoltà offensive del Napoli che non tocca mai ritmi frenetici e non è baciata dal tocco di grazia. Né un pallido Hamsik né i due mediani trovano mai il varco per l’imbucata giusta a vantaggio di Higuain, più nervoso che utile e dei due esterni. In uno scenario tanto bloccato dovrebbero essere proprio Callejon e Insigne, gli esterni solitamente protagonisti a illuminare, ma la lampadina resta spenta. Strana la scelta del Parma di cercare così poco la velocità di Biabiany contro il macchinoso Henrique. Per il 61,1% la palla è stata giocata nelle zolle a cavallo del centrocampo. I portieri sbadigliano.

Parolo decide Al 9’ della ripresa arriva il primo tiro in porta (una telefonata di Insigne), al 10’ il vantaggio di Parolo che si infila nel varco aperto dal falso nove Palladino e calcia in rete il cross di Cassani. La reazione isterica di Benitez è la sostituzione di due totem in un colpo solo: Higuain e Callejon. Il Pipita la prende molto male, ma ha avuto un’ora abbondante per non indurre Rafa al cambio. I nuovi invece si danno da fare. Zapata viene ammonito per simulazione, ma in realtà cade in area su contatto sospetto di Mirante e crea altre ansie. Mertens inventa l’occasione migliore: diagonale a lato di Insigne.

Solo con i nervi Ma il Napoli si trascina più per inerzia di nervi che per calcolo lucido e il Parma porta a riva una vittoria che rilancia la sua corsa verso l’Europa League. Al Napoli non resta che riflettere sui problemi di crescita e preparare con cura l’avvicinamento alla finale di Coppa Italia contro la Fiorentina che può dare un altro senso alla stagione. L’orgoglio di avere battuto la Juve è troppo poco per una società che vuole pensare in grande.

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