Pallone d’oro, Buffon e Conte boicottano il voto per l’assenza del portiere nei top 59

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Di solito quell’elenco contiene delle stranezze, come il c.t. di un atollo del Pacifico che vota Ronaldinho con qualche anno di ritardo. Invece stavolta dalla lista dei voti, c.t. per c.t., capitano per capitano, scoppia un vero e proprio caso. E ci riguarda da vicino: alle votazioni per il Pallone d’oro, infatti, non hanno partecipato il nostro commissario tecnico, Antonio Conte, e il nostro capitano, Gigi Buffon. E non sarebbe stata un’astensione frutto di qualche problema tecnico, come è successo in passato e forse anche in questa edizione (ci torneremo dopo). Conte e Buffon non hanno votato per protesta. O meglio, hanno seguito i dettami della Federcalcio, che ha scelto di non votare per protesta.

senza buffon — Un caso clamoroso, una reazione esagerata e probabilmente un po’ infantile a un torto subito, a un chiaro errore di chi ha compilato le liste. Già, perché il motivo della protesta decisa dal presidente federale Tavecchio e soci è la mancata inclusione nella lista dei 59 candidati iniziali di Gianluigi Buffon, portiere della Juve finalista di Champions e dell’Italia. Una scelta che la stessa Gazzetta aveva “messo alla berlina”. Incomprensibile, con l’inclusione di altri 5 portieri: non solo gli indiscutibili Courtois e Neuer ma anche De Gea, Bravo e addirittura Ospina. Una scelta sbagliata, ma che non giustifica una reazione “aventiniana”, che è probabilmente una prima assoluta. E su cui ha pesato, forse, anche l’assenza, in questo momento, di un vero vertice Fifa (sarebbe stato più difficile, per la nostra Federcalcio, mettere in atto una protesta così smaccata con Blatter nel pieno dei suoi poteri). Fatto sta che dopo Isreal, nella lista dei voti, viene Jamaica.

SOLIDARIETà FRA PORTIERI? — Al momento né Buffon né Conte hanno commentato, per cui non è dato sapere se fossero d’accordo con la scelta o l’abbiano subita. Non sono gli unici voti mancanti: ad un rapido esame, spiccano anche le assenze di Iker Casillas e Claudio Bravo, capitani di Spagna e Cile. Due portieri, il che ha fatto pensare subito a una sorta di solidarietà con Buffon. Sullo spagnolo però arrivano smentite: giornalisti vicini al numero 1 del Porto assicurano che Iker non abbia votato perché “ha ricevuto i moduli 24 ore prima della chiusura delle urne”. Motivi tecnici, dunque, mentre le ragioni del non-voto di Bravo non sono per ora conosciuti. Difficile però pensare a un boicottaggio cileno, tanto più che Sampaoli era candidato e presente fra i c.t.. L’unica protesta, quindi, potrebbe essere quella azzurra: un caso che farà ancora parlare, e che magari “pagheremo” anche nelle prossime edizioni.

La Gazzetta dello Sport