Obama e Putin si fanno la guerra con le sanzioni

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SEBASTOPOLI Kiev è pronta alla lotta di liberazione della Crimea e delle regioni orientali: le truppe ucraine sono in stato di allerta combattimento dopo le «indicazioni» su una «offensiva su vasta scala» dell’Armata rossa lungo le frontiere meridionali e orientali. «È lampante che Mosca voglia l’est dell’Ucraina», ma «risponderemo, anche con mezzi militari, a tutti i tentativi di impossessarsi dell’Ucraina o di annettere le regioni dell’Est o altre», ha detto il capo del governo di Kiev Arsenij Iatseniuk.
Da Washington, dove ha incontrato il capo del Pentagono Chuck Hagel, il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu ha però assicurato: «Le truppe russe sono al confine con l’Ucraina solo per esercitazioni militari, non per attaccare».
L’escalation è palpabile. A Sebastopoli, come a Simferopoli, un manipolo di basi ha ancora la bandiera di Kiev issata. Nella A4416 la situazione è irreale: i soldati ucraini presidiano il cancello di ingresso, senza armi in pugno. Intorno non si vede l’ombra di soldati russi, o miliziani della Crimea. I soldati russi stazionano di fronte, riprendono con gli ipad la situazione. Qualcuno scambia qualche parola con i nemici. In serata partono nuove cannonate nella guerra di propaganda: fonti di Kiev accusano i russi di aver assaltato, armi in pugno, una nave all’ancora nel porto di Sebastopoli. Un portavoce della Flotta del Mar Nero smentisce: «Tutto falso». Quel che è certo, lo dimostrano le immagini pubblicate sui social network, è che le tre navi che nei giorni scorsi avevano ammainato la bandiera di Kiev ora hanno issato quella della Flotta, una croce di Sant’Andrea blu su sfondo bianco.

L’Unione Sarda